Mamma gatta

Il calore della gatta

Cos'è esattamente il calore? Lo sai che una gattina già a 4 mesi può già rimanere incinta? Lo sai che, se durante il calore non restasse incinta, ne inizierà subito un altro... e poi un altro... e un altro ancora? Oggi ti spiego nel dettaglio il calore e come funziona!

IL PRIMO CALORE DELLA GATTINA

La gattina normalmente raggiunge la pubertà, entrando in calore per la prima volta tra i 5 e i 9 mesi, ma diversi fattori possono portare ad una variazione di questo range:

  • le gatte a pelo corto maturano sessualmente prima delle gatte a pelo lungo
  • la gattina non entra in calore prima che abbia raggiunto almeno i 2,3-2,5 kg di peso o finchè non avrà raggiunto i 2/3 del peso da adulta.
  • la gattina entra in calore quando aumentano le ore di luce giornaliere, motivo per cui, alcune gatte possono entrare in calore già a 4 mesi, mentre altre a 9 mesi.

LA STAGIONE DEGLI AMORI

La gatta si definisce “poliestrale stagionale”. Ciò significa che avra’ diversi calori di fila dalla primavera all'autunno: ogni 2 settimane circa avrà un nuovo calore e questo ciclo finirà solo se la gatta rimarrà incinta o durante la pausa dei mesi invernali (novembre-gennaio).

LE FASI DEL CALORE

Il ciclo riproduttivo della gatta si suddivide in fasi:

PROESTRO: dura da 1 a 3 giorni. La gatta esercita una forte attrazione nel maschio, ma non gli permette di accoppiarsi, anzi può rifiutarlo pesantemente qualora lui dovesse avvicinarsi troppo. In questa fase i follicoli ovarici si stanno sviluppando e gli ormoni estrogeni aumentano gradualmente, andando a modificare il comportamento della gatta. Solo in un numero molto basso di gatte si nota un cambio di comportamento durante il proestro: di norma passa inosservato. Eventuali manifestazioni sono strofinamento continuo della testa contro oggetti, altri gatti o persone, l'assunzione della postura con la schiena inarcata e il fondoschiena rialzato, rotolamenti e contorsioni.

ESTRO: è il cosiddetto "calore", con tutte le sue tipiche manifestazioni comportamentali e dura circa 9 giorni, ma può arrivare fino a 24 giorni. La gatta desidera accoppiarsi e cercherà i maschi. Con l'accoppiamento verrà stimolata la produzione di ormoni, che porterà all’ovulazione. La gatta ha infatti una ovulazione indotta dal rapporto sessuale. In questa fase la gatta può accoppiarsi più volte, sia con il medesimo partner che con gatti diversi: una stessa cucciolata potrebbe quindi avere padri differenti.

INTERESTRO: Se la gatta non si è accoppiata e quindi non ha ovulato, entrerà in una fase di riposo sessuale che dura dai 3 ai 15 giorni (in media 8), durante la quale non sarà interessata ai gatti maschi e non avrà nessun comportamento tipico del calore. In alcune gatte, però, l'interestro è di durata così breve che il proprietario può avere l'impressione che la gatta sia continuamente nella fase estrale.

DIESTRO: Se la gatta si è accoppiata ed è avvenuta l'ovulazione, inizia la fase di diestro che può essere gravidica (se è avvenuta la fecondazione) o non gravidica (se non è avvenuta la fecondazione). Nel diestro la produzione di progesterone incrementa fortemente, raggiungendo il picco verso il 20°-25° giorno dopo l'accoppiamento: dopodichè, nella gatta non gravida la produzione diminuirà in modo graduale fino a tornare nei livelli di normalità attorno al 30°-40° giorno, mentre nella gatta in gravidanza il progesterone si abbasserà, mantenendosi stabile fino al 60° giorno. Sia nel diestro gravidico, che nel diestro non gravidico, la gatta non ha più i comportamenti tipici del calore ovvero dell'estro e non è disponibile all'accoppiamento. Il diestro non gravidico può essere definito anche falsa gravidanza o pseudogravidanza, ma nella gatta, salvo casi rari, non presenta alcun cambiamento significativo, come avviene invece nelle cagnette (ingrossamento mammelle, ricerca di una cuccia-nido, anoressia). Successivamente al periodo di diesro gravidico o non gravidico la gatta ritornerà in estro (o in anaestro) circa 7-10 giorni dopo la luteolisi (distruzione del corpo luteo, ovvero la ghiandola che regola la produzione ormonale).

ANAESTRO: E' il periodo di inattività del sistema riproduttivo ed è determinato dal fotoperiodo, ovvero la diminuzione di ore di luce giornaliere: la pausa stagionale invernale è compresa tra ottobre e gennaio (circa 3-4 mesi). In questo periodo la gatta non attrae il maschio e non ha cambiamenti caratteriali.

Le fasi di proestro, estro e interestro/diestro si ripetono continuativamente per tutto il periodo della stagione riproduttiva, ovvero dalla primavera all'autunno.

COME SI MANIFESTA IL CALORE OVVERO L'ESTRO

Durante la fase di estro, ovvero il calore, la gatta ha dei comportamenti caratteristici e inequivocabili:

  • fa continuamente le fusa
  • diventa molto affettuosa con strofinamenti e rotolamenti
  • desidera ad ogni costo di uscire
  • assume spesso la classica postura con “il sedere all’insù” e le zampe anteriori abbassate, spostando la coda da un lato e, spesso, cammina sul posto con le zampe posteriori, pur rimanendo accovacciata
  • vocalizza continuamente e intensamente, in modo particolare di notte
  • talvolta la gatta spruzza urina e marca il territorio
  • difficilmente è possibile notare le perdite, per via della meticolosità nella pulizia della gatta.

COME CALMARE LA GATTA IN CALORE

Convivere per una decina di giorni con una gatta in calore non è un'esperienza semplice, anzi, talvolta diventa insopportabile, soprattutto per l'insistenza e l'intensità di alcune manifestazioni: per “intensamente” intendo dire che la gatta non lascia dormire ne’ te, ne’ i tuoi vicini per intere nottate. Come avrai letto, se la gatta non si accoppia durante il calore, questo si ripresenta ogni 15 giorni circa, ma alcune gatte possono avere pause così brevi tra un calore e l’altro che sembra l’estro non finisca mai.

Se non sei un allevatore e non desideri gravidanze immediate per la tua gatta, sicuramente la scelta migliore è la sterilizzazione.

In questo articolo ti aiuto a comprendere i vantaggi della sterilizzazione e a dipanare i dubbi sui tuoi eventuali desideri di crescerti delle cucciolate, mentre in questo articolo ti spiego, passo dopo passo, come affrontare l’intervento di sterilizzazione.

È difficile, molto difficile calmare una gatta in calore: qualsiasi espediente è solo temporaneo. La gatta è spinta da un istinto primordiale a riprodursi e mette in atto tutti i comportamenti utili alla procreazione, diventando molto irritabile qualora non abbia la possibilità di accoppiarsi.

Ti riporto alcuni consigli utili per calmare una gatta in calore, anche se per mia personale esperienza, si tratta solo di rimedi che funzionano in modo molto blando e nemmeno con tutte le gatte:

  • tienila lontana da eventuali maschi presenti, separandola fisicamente, oscurando le finestre nel caso potesse vedere la loro presenza all’esterno di casa. La vicinanza dei maschi la agita ancora di più.
  • mettile a disposizione una borsa dell’acqua calda sopra alla quale possa accovacciarsi
  • prova ad utilizzare il Feliway, sebbene non sia di immediato effetto
  • contatta il tuo veterinario per farti consigliare su un eventuale supporto omeopatico o erboristico
  • la gatta tende a marcare di urina la casa per attirare i maschi, in questo caso pulisci immediatamente con acqua e detersivo, senza usare ammoniaca, non sgridarla perchè aumenteresti solo la sua irritabilità e non ne capirebbe il motivo. Mantieni la sua lettiera molto pulita.
  • intrattienila e distraila facendola giocare
  • se abituata, puoi spazzolarla nella parte bassa della schiena o farle coccole.
  • solo se la gatta non può essere sterilizzata, è possibile effettuare una terapia ormonale a base di prostaglandine ed estrogeni per terminare il calore. Questo trattamento deve essere valutato attentamente solo da medici veterinari competenti e solo in occasione straordinaria, in quanto ha gravi effetti collaterali.

Il miglior modo per evitare tutte le manifestazioni del calore e le gravidanze indesiderate è la sterilizzazione, che può essere effettuata in qualunque fase del ciclo riproduttivo. Contatta il tuo veterinario per avere informazioni dettagliate su come puoi procedere. Se l'intervento non fosse sostenibile economicamente per te, puoi contattare le Associazioni locali di difesa animali per un aiuto in tal senso.

Concludendo, ti ricordo, infine, che non c’è nessun fondamento scientifico nel dire che sia preferibile far fare alla gatta almeno un calore o addirittura almeno una cucciolata prima di farla sterilizzare, anzi, le tesi mediche sono tutte a favore di una precoce sterilizzazione.

chi sono

Sono Ilaria, mi occupo da sempre di gatti e dal 2014 soccorro in particolare gattini neonati, orfani o abbandonati. Amo studiare tutto ciò che riguarda la loro crescita e i problemi che incontrano per sopravvivere. Sono Consulente in Relazione Felina e vorrei promuovere la giusta informazione sul complesso comportamento dei gatti. Questo blog nasce dal desiderio di racchiudere quante più informazioni possibili sul piccolo, delicato e meraviglioso mondo dei gattini, per fare in modo che chiunque possa, a sua volta, salvare una vita nel migliore dei modi.

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