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gatta incinta

La gravidanza della gatta

In questo articolo ti parlo della gravidanza della gatta, come capire se è incinta, che esami si possono fare e quali profilassi, quanto e cosa deve mangiare, di cosa ha bisogno e cosa devi evitare e ti spiego quali sintomi devono immediatamente allarmarti. 

Quanto dura la gravidanza della gatta

Partiamo dall’inizio: la gestazione è quel periodo che va dall'accoppiamento fertile, al parto di feti completamente sviluppati.

La durata media della gestazione della gatta è di circa 63-66 giorni, con variazioni che oscillano in media dal 61° al 69° giorno.

Un range così ampio è dovuto al fatto che, soprattutto nella gatta che si accoppia liberamente, è impossibile stabilire in quale giorno sia avvenuto l'accoppiamento che ha portato alla fecondazione: infatti la gatta ha una ovulazione indotta dall'accoppiamento e sono necessari ripetuti accoppiamenti, in più giorni (2-4 giorni in media) per dare origine all'ovulazione e spesso la gatta, se ne ha la possibilità, si accoppia anche con maschi diversi. 

Solo meno della metà delle gatte rimane gravida a seguito di un solo accoppiamento.

Quale sia stato, quindi, l'accoppiamento fruttuoso è  impossibile da stabilire: il primo? o l'ultimo, alcuni giorni dopo? Da dove iniziare a conteggiare i giorni? Ecco spiegato il motivo di un range così esteso e che comunque è da considerare fisiologico.

Sapere quando siano stati concepiti i gattini ovviamente ti permetterebbe di  avere un'idea quanto più precisa possibile della data del parto. In genere un allevatore o i proprietari che hanno visto la gatta accoppiarsi, possono avere un'idea più precisa dell'inizio della gravidanza, ma è altrettanto vero che, spesso, o ti trovi una gatta col pancione arrivare dal nulla a casa tua, o ti accorgi che la gatta è incinta perchè vedi che la pancia si sta gonfiando. A questo punto non ti resta che cercare di capire a che stadio si trovi la gatta, tuttavia non puoi aspettarti di avere un'idea precisa del giorno del parto.

Come capire se la gatta è incinta

Uno dei primissimi segnali è dato dalla cessazione delle manifestazioni del calore, in particolare i vocalizzi notturni, che spariscono in genere entro 24/48 dalla fecondazione.

Attorno ai 17-25 giorni  un veterinario esperto può eventualmente effettuare una palpazione addominale per sentire i rigonfiamenti sferici dell’utero che indicano lo sviluppo dei feti. E’ un esame poco invasivo (purchè la gatta sia domestica), non richiede sedazione o strumentazioni particolari, ma si tratta di un sistema che può dare risultati non corretti. Ti raccomando di non effettuare mai tu stesso questo genere di palpazione: potresti provocare danni seri ai piccoli che si stanno formando.

Nella gatta in gravidanza si possono riscontrare alcuni cambiamenti fisici, a partire dalle tre settimane:

  • i capezzoli diventano più rosei e maggiormente visibili
  • la gatta aumenta di peso a partire dai 35 giorni di gestazione: può arrivare a pesare un 50% in più del peso iniziale, in relazione al numero dei feti
  • l'addome aumenta dopo il 40° giorno ma sarà più o meno visibile anche in base al numero dei feti
  • negli ultimi 7 giorni di gravidanza è già presente il colostro e potresti vederne delle goccioline uscire dai capezzoli
  • nell’ultimo periodo avrà un caratteristico aspetto “a mulo” ovvero schiena insellata e addome rigonfio e guardandola dall'alto, vedrai che la gatta avrà una forma "a pera"

Attenzione a considerare una gatta incinta solo se noti che l’addome si gonfia: spesso mi capita di imbattermi in gatte selvatiche catturate nei mesi invernali e quindi in piena non-stagione riproduttiva, così gonfie da indurmi a pensare che siano stranamente incinte… ipotesi che puntualmente viene smentita dal veterinario che le sterilizza, confermandomi invece l’infestazione da vermi intestinali! Se hai un dubbio in tal senso, consulta il veterinario e pensa anche ad un eventuale esame feci da associare alla visita.

Un fattore da tenere in considerazione è la stagionalità: nelle gatte che vivono libere, le nidiate avvengono solitamente a metà primavera e in tarda estate. Nel Sud Italia le prime nidiate possono nascere già a fine a febbraio-marzo. Alcune gatte partoriscono una terza volta in tardo autunno. Nel restante periodo dell’anno le gatte non partoriscono. Se si tratta di una gatta che vive solo in casa o di allevamento, sappi però che questa ciclicità può essere alterata.

Inizia la grande avventura della vita

Gli ovuli vengono fecondati negli ovidotti e in seguito entrano nelle corna uterine in forma di morule, in genere circa 4-5 giorni dopo l'accoppiamento. 

Gli oociti vengono prodotti simultaneamente nell'arco di uno o due giorni al massimo. 

Nella gatta può avvenire (è un evento molto frequente se la gatta è libera di accoppiarsi) la superfecondazione, ovvero i gattini possono avere padri diversi. in presenza di gattini di taglie molto diverse è necessario considerare eventualmente la taglia del padre, patologie della placenta o di tipo congenito o ereditario o ancora qualche problema nutritivo del singolo gattino. 

E' possibile, ma molto raro, anche lo sviluppo di feti di età diverse, derivanti da accoppiamenti avvenuti duranti cicli estrali diversi: questo evento viene definito superfetazione ma, ripeto, è un evento raro. Motivo per cui, in presenza di cuccioli con peso nettamente diverso, le prime e più probabili opzioni da considerare sono quelle descritte sopra.

Tornando alla gravidanza, la concentrazione di progesterone aumenterà dopo l'ovulazione e si manterrà elevata per tutta la gravidanza, raggiungendo il piccolo dopo 3-4 settimane dall'ovulazione, per poi diminuire lentamente fino a ritornare a livello basale circa 24 ore prima del parto. Mentre diminuisce il progesterone aumenta la prolattina che ha il ruolo di mantenere il corpo luteo. 

Esami: ecografia e radiografia


Durante la gravidanza, puoi concordare con il veterinario di effettuare un’ecografia o una radiografia. 

Sono entrambi esami utili a confermare la gravidanza, a conteggiare il numero di feti e a capire se tutto sta procedendo al meglio. 

L'ECOGRAFIA è una tecnica non invasiva, sicura, può essere ripetuta numerose volte e può essere effettuata a partire dal 20° giorno, fino al momento del parto.  

Se la gravidanza non è all'inizio, sarà difficile contare il numero esatto di feti, perchè non essendo disposti tutti allineati e, sovrapponendosi l'uno con l'altro, rendono arduo il compito di conteggiarli in modo preciso.

I movimenti dei feti sono osservabili a partire dal 34°-36° giorno e tramite l'ecografia si può valutare anche la vitalità dei gattini. L’ecografia, infatti, rappresenta però un modo molto efficace di conoscere lo stato di salute dei feti, così come avviene per le donne in gravidanza. Il benessere dei gattini si può valutare tramite:

  • la presenza del battito cardiaco: in genere i gattini hanno più di 200 battiti al minuto, in condizioni normali
  • la presenza di movimenti nei feti: i gattini si muovono molto 
  • la chiarezza del liquido amniotico: che nelle immagini risulta nero, viceversa se risulta grigio può indicare infezione o fase di aborto o morte del cucciolo
  • le dimensioni del feto rispetto al momento della gestazione: per essere attendibili, questi dati richiedono la conoscenza precisa della data di accoppiamento. Ci sono recenti studi relativi all’ecografia prenatale che riescono a datare con precisione il momento del concepimento partendo dalle misurazioni del feto, tale precisione è raggiungibile da medici esperti in questo campo.

Gli svantaggi dell'ecografia sono il suo costo, la possibile necessità di dover rasare l'addome della gatta e la riduzione dell'efficacia dell'esame in presenza di molti gas e/o feci nell'addome. 

LA RADIOGRAFIA evidenzia lo scheletro dei gattini che si calcifica attorno ai 40-45 giorni di gestazione: è dopo questo periodo che, attraverso una radiografia, è possibile vedere le spine dorsali, il cranio e le minuscole ossa dei gattini nel grembo materno. Attraverso questo esame, facilmente eseguibile, possono essere contati i feti con accuratezza. Sapere quanti sono i cuccioli è una informazione che durante il parto può rivelarsi utilissima per capire come sta procedendo il parto stesso e se sia necessario allarmarsi. E' un esame sicuro per i feti, purchè venga eseguita solo in casi di effettiva necessità e non ripetutamente.

La radiografia non ha molto valore nell’indicare lo stato di salute dei piccoli, a meno che le loro ossa  non siano ammucchiati in posizione innaturale: in questo caso, è evidente che il o i gattini siano morti e i loro tessuti siano stati riassorbiti dal corpo della madre.

Sono indispensabili questi esami? Nella stragrande maggioranza dei casi la gravidanza procede senza intoppi e senza bisogno di accertamenti specifici. Le gatte sono animali estremamente fertili, tuttavia possono ovviamente sorgere dei problemi, in particolare ci sono delle gatte "a rischio" che sarebbe opportuno tenere controllate. Consulta  il veterinario e valuta con lui se necessario effettuare accertamenti o controlli  nei seguenti casi:

  • se la gattina è molto giovane (se ha meno di 7 mesi potrebbe non essere in grado di partorire in modo naturale per la pelvi ancora stretta
  • se la gatta ha superato gli 8 anni
  • se la gatta è sovrappeso
  • se la gatta è sottopeso o deperita o ammalata 
  • se la gatta ha già avuto aborti in precedenza o problemi legati alla gravidanza

Di cosa ha bisogno la gatta durante la gravidanza e cosa evitare

Durante la gravidanza la gatta ha bisogno sicuramente di un ambiente sereno, da lei percepito come sicuro. Purtroppo invece, spesso viene abbandonata proprio mamma gatta incinta, quasi a termine della gravidanza, per disfarsi del “pacchetto completo”! Per la gatta, trovarsi in un momento così delicato in un contesto completamente diverso, con nuovi ambienti, nuove persone, magari in presenza di bambini o altri gatti o cani ai quali non era abituata è un vero trauma psicologico. Anche la più dolce e socievole gatta di casa, in questo scombussolamento totale, può entrare in uno stato di stress così elevato da diventare aggressiva o, peggio, può abortire o partorire prematuramente.

Se la gatta è tua, assicurati che in questo periodo:

  • non vengano stravolte le sue abitudini
  • evita traslochi o spostamenti di casa o di ambiente (lavori di ristrutturazione e cambio mobilio compresi)
  • assolutamente da evitare di adottare un nuovo gatto/cane per tutto il periodo gravidanza e crescita dei gattini
  • se ci sono bambini, accertati che la gatta possa avere i suoi spazi, che non venga tenuta continuamente in braccio o “braccata” mentre riposa o mentre si sposta per la casa e che il luogo del parto sia appartato e irraggiungibile da chiunque possa arrecarle disturbo, se non sotto tua sorveglianza.

Ti lascio un consiglio importante che per alcuni sarà scontato, ma credimi che, da quanto mi raccontano, spesso questo dettaglio viene completamente trascurato: se la tua gatta è abituata ad uscire assicurati che, quando inizia ad avere un pancione molto prominente e l'aspetto "a mulo", esca di casa solo con la tua supervisione! Questo per evitare che, durante le sue perlustrazioni in cerca di un nido, si scelga un posto alternativo dove partorire (e ti garantisco che possono trovare i posti più impensabili, dal tetto a proprietà inaccessibili a garage che poi vengono richiusi lasciandole intrappolate ecc…)

Se la gatta non è tua ma ti è stata affidata o hai deciso di occuparti di lei per farla partorire e ospitarla durante l’allattamento, ecco il mio suggerimento, sia che si tratti di una gatta socievole e domestica, sia che si tratti di una gatta selvatica.

La prima e forse unica regola è: meno interazioni possibili a meno che non sia lei a ricercarle spontaneamente. 

Predisponi una stanza isolata dalla vita quotidiana, da altri animali e dal trambusto, in primis perchè comunque è necessario un periodo di quarantena, in secondo luogo perchè la gatta deve ambientarsi in un luogo nuovo e sconosciuto.

Se si tratta di una gatta selvatica predisponi una gabbia di isolamento coperta e non cercare alcuna interazione con lei, anzi trovo molto meglio se ogni volta che ti avvicini per pulire il suo spazio, tu possa avere un cartone rigido o una plastica affinchè ci sia una barriera fisica e visiva tra te e la gatta. Farò un articolo a parte per le gatte ferali, poichè è utile fare delle riflessioni approfondite sulla loro condizione, senza contare che talvolta non sono affatto semplici da gestire…

Cosa deve mangiare la gatta incinta

Dall’inizio della gravidanza, o comunque dal momento in cui ti renderai conto che la gatta è gravida, o ancora, non appena ti inizi a occupare di una gatta incinta, è necessario cambiare la sua alimentazione introducendo un alimento completo specifico per gatte in gravidanza, più ricco di grassi e di proteine di origine animale.

Dalla prima settimana di gravidanza  il suo fabbisogno energetico aumenta del 10% ogni settimana e può arrivare ad aumentare del 70% al termine della gravidanza. Dare alla gatta un alimento dall’elevato apporto energetico le permetterà di fare fronte alle sue nuove necessità, senza sovraccaricare il suo apparato digerente.

Le calorie extra dovranno provenire da proteine animali e non da carboidrati, che non saranno di alcun beneficio per mamma gatta. E’ indispensabile aumentare l’apporto di calcio, che le è necessario per lo sviluppo dei feti.

La nuova alimentazione, se possibile, andrebbe introdotta in modo graduale, mescolando prima 1/4 di cibo nuovo a quello precedente e andando a sostituirlo completamente nell’arco di una settimana.

La gatta va alimentata ad libitum, ovvero senza limitazioni. Il suo appetito aumenterà progressivamente con l’avanzare della gravidanza, ma potrebbe diminuire alcuni giorni prima del parto, perchè i feti premono sullo stomaco. Spesso vengono recuperate gatte che sembrano letteralmente consumate dalla gravidanza: le gatte infatti hanno difficoltà a mantenere il 25% del grasso corporeo, quantità minima per una adeguata produzione di latte. Avere una gatta gravida in stato di denutrizione, predispone già ad affrontare innumerevoli rischi per lei e per i gattini. 

Ti consiglio quindi di acquistare un ottimo cibo industriale per gattini in crescita (kitten), che è formulato per rispondere alle esigenze nutritive di mamma gatta in fase di gravidanza e allattamento. Cimentarsi col fai da te, se non sei esperto o se non sei seguito regolarmente da un veterinario nutrizionista, è una scelta pericolosa in questo momento.

Personalmente utilizzo le crocchette Royal Canin Mother and Baby cat o Purizon Kitten, umido kitten Animonda, Feringa, Taste of Wild, Real Nature, N&D.  Se la gatta fosse molto denutrita io integro la sua dieta con del cibo umido adatto a gatti convalescenti (ad esempio il Recovery di Royal Canin) che ha un elevato valore energetico ed è facilmente digeribile. 

Se la gradisce, io dò alla gatta carne al vapore (pollame senza ossa, macinato misto) oppure cruda, ma solo se ad uso umano e precedentemente abbattuta per 4 giorni in congelatore. Non utilizzo mai sale o condimenti e soprattutto utilizzo questa carne solo come complemento della dieta industriale. 

Acqua fresca sempre a disposizione, anzi, è necessario stimolare la gatta a bere di più eventualmente inserendo una fontanella.

L’integrazione di calcio andrebbe somministrata solo dopo il parto: sebbene sia necessario allo sviluppo delle ossa dei feti, in genere una dieta completa ed equilibrata è in grado di far fronte a questo fabbisogno. Nel caso di mamma gatta denutrita, prima di somministrare integratori consulta sempre un veterinario, poichè si rischia di portare ad uno squilibrio maggiore. Dal momento del parto in poi, si può somministrare un integratore come BeTotal o VMP pasta; si può somministrare calcio gluconato se si sospetta o si accerta una ipocalcemia, sotto stretto controllo veterinario.

Si può vaccinare una gatta incinta? Si può sverminare una gatta in gravidanza? Può assumere farmaci?

Ad una gatta incinta non andrebbe somministrato alcun farmaco senza il parere veterinario e senza considerare il rapporto rischio/beneficio.

Esame feci e sverminazione andrebbero fatti prima della gravidanza, poichè i parassiti intestinali possono passare ai gattini attraverso la placenta o il latte. Se non è stato possibile, si può dovrà procedere con l’esame delle feci della gatta e, in base ai risultati, si valuterà con il veterinario l’eventuale somministrazione di vermifughi adatti in gravidanza.

Le vaccinazioni andrebbero effettuate prima della gravidanza, in modo che la madre possa passare ai feti gli anticorpi attraverso il colostro. Questo è possibile solo quando tu sei il proprietario della gatta e stai pianificando una cucciolata o se la tua gatta è semplicemente vaccinata in modo regolare.

Se ti occupi di una gatta recuperata incinta, in questa fase ormai il vaccino è controindicato, può causare morte o malformazione ai feti.

Ti spiego brevemente come funziona l'immunità nei gattini: attraverso la placenta la gatta passa una piccola quantità di anticorpi ai feti (circa il 5-10% della concentrazione totale presente nel sangue di mamma gatta) a partire dai 45 giorni di gestazione, fino alla nascita. Sarà solo attraverso il colostro (il primo latte prodotto) che mamma gatta trasmetterà la gran parte degli anticorpi ai suoi piccoli.

Ovviamente mamma gatta passa ai suoi feti solo gli anticorpi che lei stessa possiede, ovvero se è vaccinata saranno quelli volti a sconfiggere le malattie per le quali è stata vaccinata, mentre se è una gatta non vaccinata, saranno solamente gli anticorpi relativi ai patogeni con i quali lei è stata a contatto almeno 3 settimane prima (questo è il tempo necessario ad attivare una risposta degli anticorpi). Purtroppo, solitamente, non abbiamo idea della storia clinica della gatta recuperata.

Dove ospitare una gatta incinta recuperata

Ora puoi capire quindi che la gatta incinta non andrebbe più spostata a tre settimane dal parto, perchè cambiando ambiente potrebbe entrare a contatto con virus e batteri nuovi e non riuscire a trasmettere in tempo gli anticorpi ai suoi piccoli. Portare una gatta incinta o in allattamento in un gattile o in una situazione nuova in cui siano presenti altri gatti non completamente vaccinati o igienicamente poco idonea, espone lei e i gattini ad un rischio elevato.

In questo caso trovare uno “stallo” casalingo, preferibilmente con un numero limitato di animali già presenti e che siano già vaccinati riduce drasticamente le possibilità di incorrere in problemi sanitari, ricordando però che anche le persone possono essere un tramite e portarsi a casa le patologie.

Se, ad esempio, la gatta venisse ospitata da un volontario che ogni giorno fa il giro di cinque colonie feline o che si reca in gattile, questi dovrebbe prestare la massima attenzione: cambiare scarpe, vestiti e lavarsi accuratamente le mani, prima di entrare nello spazio dedicato a mamma gatta. Ho scritto un articolo dedicato alla quarantena che ti consiglio di leggere, perchè può esserti molto utile a gestire questa fase.

Cosa deve allarmarti in gravidanza

Come dicevo prima, nella maggior parte dei casi la gravidanza prosegue tranquillamente e senza intoppi, ma ci sono sempre le eccezioni.

I problemi durante la gravidanza possono essere dovuti a difetti genetici, infezioni uterine, carenza di ossigeno, sovraffollamento, distacco placentare, stress materno o fetale, traumi, assunzione di tossine quali farmaci o veleni da parte della gatta. 

Nelle gatte di età inferiori ad 1 anno e di età superiore a 8 anni sono più frequenti gli aborti e i casi di mortalità neonatale, è bene quindi tenere in considerazione questo fattore e monitorare maggiormente le gatte in queste fasce di età. Le gatte che hanno avuto precedenti aborti o difficoltà durante gravidanza o parto andrebbero anch'esse tenute sotto controllo.

Ogni comportamento e ogni sintomo sospetto manifestati dalla gatta durante la gravidanza devono essere valutati tempestivamente da un veterinario.

I sintomi che devono metterti in allarme sono:

  • apatia/sonnolenza/debolezza
  • isolamento
  • perdite vaginali di sangue, scuro o rosso vivo, di muco verdastro o pus, perdite nerastre
  • emorragie
  • febbre
  • se si lecca continuamente la zona genitale
  • vomito, diarrea o costipazione
  • respiro affannoso
  • tremori
  • perdita di pelo a chiazze o diradazione diffusa

Purtroppo, è possibile che la gatta abortisca durante la gravidanza; se questo accadesse entro 30 giorni dall’accoppiamento potrebbe passare del tutto inosservato: gli embrioni vengono riassorbiti e non ci sono perdite. In genere non è necessaria nemmeno la copertura antibiotica, tuttavia se hai il dubbio che la gatta abbia abortito precocemente contatta il veterinario.

Se l’aborto avvenisse trascorsi i 30 giorni dall’accoppiamento la gatta perderà sangue e tessuti, ma essendo scrupolosa nella sua pulizia, potrebbe non lasciarne traccia e il proprietario non si accorgerebbe di nulla se non fosse attento nell'osservare la gatta (un segnale potrebbe essere che si lecca insistentemente la zona genitale). Anche in questo caso contatta il veterinario e senti il suo parere.

Nell’ultimo periodo, potrebbe invece partorire gattini già morti o può subentrare la morte dei cuccioli in grembo, che, non partoriti, possono provocare una infezione all’utero.

Ti raccomando ancora una volta, quindi, di rivolgerti immediatamente al veterinario al primo sospetto. Meglio un falso allarme di un intervento tardivo.

Abitudini giornaliere

Per concludere ci tengo a ricordarti che la gatta incinta non è un animale ammalato e dovrà quindi poter svolgere normalmente la sua vita. Avrà bisogno di prendere aria, sole, di riposarsi, ma anche di fare attività fisica moderata e giocare, se lo desidera. Sono da evitare salti troppo alti, possibili liti con altri animali, situazioni di cambiamento, situazioni che potrebbero esporla a traumi e ovviamente ogni cosa che potrebbe stressarla.

La gatta gravida può avere nausea, sbalzi d’umore, diventare più affettuosa e richiedere maggiore vicinanza del proprietario; inoltre verso il termine della gravidanza avrà la tendenza ad esplorare vari posti in cerca del suo “nido”. Presto infatti arriverà anche il momento del parto: sarà necessario che anche tu sia pronto ad ogni evenienza anche per questo evento! Nel frattempo goditi questo momento speciale, ora che sai come prenderti cura di lei in questo periodo della sua vita.

chi sono

Sono Ilaria, mi occupo da sempre di gatti e dal 2014 soccorro in particolare gattini neonati, orfani o abbandonati. Amo studiare tutto ciò che riguarda la loro crescita e i problemi che incontrano per sopravvivere. Sono Consulente in Relazione Felina e vorrei promuovere la giusta informazione sul complesso comportamento dei gatti. Questo blog nasce dal desiderio di racchiudere quante più informazioni possibili sul piccolo, delicato e meraviglioso mondo dei gattini, per fare in modo che chiunque possa, a sua volta, salvare una vita nel migliore dei modi.

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