Come ospitare gattini > Ospitare gattini in difficoltà

Parola d’ordine: QUARANTENA

Hai recuperato un gattino dalla strada, dalla campagna, da un giardino o da una cantina... ospitarlo momentaneamente (in genere fino alla sua adozione) può fare davvero la differenza tra la sua vita e la sua morte. Tuttavia questo gesto d'amore non dovrebbe in nessun modo mettere a repentaglio la salute di altri animali già presenti o la tua stessa salute o crearti problemi in casa.

Come prima cosa il gattino andrebbe portato dal veterinario e visitato per un controllo del suo stato di salute generale. Ricorda però che nessuna visita veterinaria può escludere che il gattino sia nella fase di INCUBAZIONE di malattie infettive.

Il gattino potrebbe avere già conclamate delle malattie infettive:  scolo oculare o nasale, difficoltà respiratoria, mancanza di appetito, diarrea, vomito, abbattimento, zone senza pelo o con pelo diradato, evidente presenza di parassiti esterni, ferite: sono tutti sintomi che immediatamente devono metterti in allarme. 

Il gattino potrebbe al contrario sembrare apparentemente sanissimo:  occhi puliti, nessuna secrezione nasale, vivace, reattivo, appetito buono, feci formate e regolari, no vomito), tuttavia può essere nella fase di incubazione di malattie pericolosissime, come ad esempio la panleucopenia da Parvovirus. Potrebbe anche avere parassiti interni asintomatici, micosi in fase iniziale ecc. 

Sia che si presenti infettivo, sia che si presenti sano, in ogni caso è importante trattare il gattino come se avesse già in corso tutte le malattie e parassitosi possibili: essere così scrupoloso, sarà un vantaggio enorme. 

Un gattino può trasmettere malattie, parassitosi e micosi sia ad altri gatti o cani, sia alle persone, o potrebbe causare  l'infestazione da pulci in un ambiente. Per questo motivo è importantissimo predisporre un periodo di quarantena durante il quale  tenerlo isolato e sotto osservazione. Gattini ritrovati assieme (fratelli o provenienti dallo stesso luogo), chiaramente, effettueranno assieme anche la quarantena.

Un ragionevole periodo di quarantena è di 20 giorni, durante i quali il gattino non dovrà entrare in contatto con altri gatti (soprattutto se non sono vaccinati) e dovrà rimanere in un ambiente contenuto, facilmente disinfettabile. 

Alcuni esempi di patogeni e della loro resistenza nell'ambiente:

Le malattie respiratorie, come Herpesvirus e Calicivirus, presentano ceppi diversi, per questo motivo anche i gatti vaccinati potrebbero essere contagiati dal gattino appena recuperato.

Il virus della Parvovirosi può resistere nell’ambiente addirittura per un anno.

Le uova dei parassiti intestinali possono sopravvivere nell’ambiente per diversi mesi (coccidi, ascaridi) e sono resistenti a molti disinfettanti.

Le pulci possono sopravvivere allo stadio di pupe anche per mesi, anche in assenza di animali ospiti.

Lavarsi semplicemente le mani non basta ed evitare le contaminazioni è fondamentale perché  tu stesso puoi diventare un veicolo di contaminazione: mentre ti occupi del gattino, i patogeni possono trasferirsi addosso a te e a tua volta puoi disseminarli per l'ambiente o portarli da altri animali.

Quindi, ricapitolando, che fare appena recuperi un gattino?

  1. Portalo subito o appena possibile dal veterinario
  2. Tienilo separato da altri animali
  3. Predisponi per lui uno spazio delimitato, lavabile e disinfettabile in cui stare, con oggetti (cuccia,ciotole, giochi, lettiera) disinfettabili, lavabili ad alte temperature o monouso. Lava ad alte temperature e disinfetta ogni giorno questi oggetti. L'ideale è utilizzare al posto della sabbietta, durante questo periodo, carta sminuzzata (cartacasa, carta di giornale, carta igienica): questa procedura riduce drasticamente il diffondersi di patologie eliminate con le feci.
  4. Utilizza guanti monouso per trattare i cuccioli. Ottimo l'utilizzo di copriscarpe o utilizzare un paio di calzature solo per recarti nella stanza del gattino: per le calzature puoi provvedere a disinfettare la suola con dell'acqua bollente (sono ideali ad esempio le calzature in gomma che puoi lavare con acqua bollente al bisogno). I vestiti andrebbero cambiati quando ti approcci al gattino in quarantena; in alternativa puoi utilizzare un indumento-barriera tipo camice. In entrambi i casi, lava poi ad alte temperature (minimo 60°). 
  5. Se puoi, utilizzare un gabbione di degenza è sicuramente la migliore opzione per gestire un gattino in questo periodo: lo spazio è delimitato e ben disinfettabile. L'ideale è sistemarlo in un luogo comunque inaccessibile agli altri animali di casa e arricchirlo con scatoloni (che poi butterai) o cucce in plastica disinfettabili. In alternativa puoi sistemarlo in una stanzetta: perfetto il bagno che, essendo piastrellato, consente una disinfezione più accurata. Oppure puoi utilizzare un box doccia come box-quarantena. 
  6. Verifica la presenza di parassiti intestinali: raccogli le feci del gattino per 3 giorni consecutivi, in quantita’ pari ad una noce alla volta. I 3 campioni vanno consegnati al veterinario per l'esame feci  il 3° giorno purchè siano stati conservati in luogo fresco (2-8°C)
  7. Se ha pulci o zecche, procedi a rimuoverle manualmente e applica un antiparassitario. Se ha molte pulci, puoi fare un bagnetto antipulci al gattino prima di applicare l'antiparassitario, in modo da eliminarne la maggior parte.
  8. Test Fiv/FeLV eseguiti sui gattini piccoli, non danno esiti affidabili, il consiglio è certamente di non fare entrare in contatto il gattino con altri gatti, tantopiù se non vaccinati per FeLV.
  9. Ricordati che interagire con il gattino spesso e in modo affettuoso è fondamentale per la sua socializzazione, anche durante la quarantena.
  10. Durante la quarantena osserva attentamente ogni variazione nel gattino ed avvisa tempestivamente il veterinario alla comparsa di sintomi quali:
  • abbattimento
  • assenza di appetito
  • vomito
  • diarrea
  • pipì scura o con sangue
  • scolo nasale/oculare 
  • mucose pallide

Se durante la quarantena il gattino dovesse manifestare concretamente una malattia, ovviamente il periodo di isolamento dovrà prolungarsi fino al momento in cui non sarà più contagioso, ovvero:

  • Colture negative
  • Esame feci di 3 giorni consecutivi negativo

o altri esami che riterra’ opportuni il tuo veterinario

Tieni presente che alcuni virus, come ad esempio la Parvovirosi, dopo la guarigione, possono essere espulsi attraverso le feci per altre 2-5 settimane. Quindi chiedi informazioni chiare al tuo veterinario sulla malattia e la contagiosità del tuo gattino verso altri gatti o altri animali che hai in casa.

Terminato il periodo di quarantena ed effettuate le profilassi necessarie, potrai finalmente tirare un sospiro di sollievo e goderti il gattino con più serenità.

chi sono

Sono Ilaria, dal 2014 soccorro gattini neonati orfani o abbandonati. Studio tutto ciò che riguarda la loro crescita e mi sto formando come consulente in relazione felina per curare con attenzione il loro sviluppo comportamentale. Questo blog vuole essere un piccolo spazio in cui racchiudere quante più informazioni possibili sul piccolo, delicato e meraviglioso mondo dei gattini.

Ultimi articoli