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La diarrea nel gattino

Il gattino neonato o in svezzamento è spesso vittima di diarrea. Purtroppo le cause non sempre sono chiare e ben definibili e, seppur debbano essere sempre ricercate, bisogna da subito supportare il gattino, che, diversamente può andare presto incontro a disidratazione, con conseguente morte. 

Come capire se le feci devono preoccuparti

Premesso che ogni gattino è a sé, un’indicazione sulla consistenza ottimale delle feci nel gattino neonato è che esse siano simili al dentifricio

Se le feci risultassero più morbide di questo parametro di riferimento o, peggio, sciolte, schiumose, liquide o acquose, allarmati immediatamente. 

Un gattino neonato (di età inferiore alle 3 settimane) può avere diarrea sia soltanto quando viene stimolato ad espletare i bisogni (ogni volta che viene stimolato oppure non a tutte le stimolazioni), sia eliminandola in modo autonomo. In ogni caso, appena compare la diarrea in un gattino neonato, la situazione è da affrontare subito.

Un gattino in svezzamento ha invece feci di consistenza un po’ più solida e deve preoccuparti quando evacua una quantità abbondante di feci e/o quando le feci sono molto morbide, pastose, poltacee o acquose. Può avere diarrea solo alcune volte al giorno, ad ogni pasto o arrivare a perdere feci senza controllo dall’ano. 

In questo articolo parlo anche del colore delle feci, che possono darti altri "indizi" sullo stato di salute del gattino, unitamente alla diarrea.

Cosa fare se il gattino ha la diarrea

Come spiegavo già all'inizio dell'articolo, il gattino con diarrea va gestito con terapie di supporto per evitare la disidratazione. Considera che, rispetto ad un gatto adulto, un gattino può disidratarsi molto più velocemente e quindi non lasciar trascorrere ore e ore prima di supportare un gattino in diarrea: questo può fare la differenza tra la vita e la morte.

Se puoi, ai primi sintomi, recati dal veterinario o in una clinica di pronto soccorso veterinario, con l’accortezza (se riesci) di raccogliere già le feci in un vasetto o in un sacchettino e di portarle con te per farle esaminare. Poter sapere, il prima possibile, le cause della comparsa della diarrea aumenta in modo esponenziale la possibilità di salvare il gattino.

Idratazione sottocutanea tiepida di supporto

Quali sono le cause della diarrea

Nei gattini in allattamento e svezzamento le cause più comuni della diarrea sono:

  • correlate a infezioni da batteri, virus, parassiti o protozoi enteropatogeni
  • l’introduzione improvvisa di latte artificiale o un repentino svezzamento
  • peggiorate dallo stress da cambiamento di ambiente (gattini improvvisamente senza mamma/orfani/abbandonati/spostati in luogo diverso)

Spesso la diarrea è di origine alimentare, associata ad un latte artificiale o da un alimento umido che non viene ben tollerato dall'organismo del gattino. A tal proposito puoi consultare i miei articoli in cui consiglio alcune marche che, rispetto ad altre, hanno dimostrato di non dare alcun problema ai gattini: quale latte utilizzare e che cibo scegliere per lo svezzamento.

La diarrea può comparire anche, più raramente, per patologie intestinali primarie (colon corto congenito, intussuscezione, infiammazione intestinale IBD), intolleranza ad un alimento, svezzamento precoce. 

I parassiti più comuni che causano diarrea sono i protozoi quali i coccidi (soprattutto in concomitanza con lo svezzamento) e la giardia, i vermi piatti e tondi.

I virus più frequenti sono il Parvovirus felino, il vero incubo di tutte le persone che si occupano di gattini, e il Coronavirus.

I batteri responsabili più comuni sono Escherichia coli (Gram - in caso di emolisi può dare forme enteriche e setticemiche gravi), Campylobacter, Salmonella, Clostridium, Stafilococchi (Gram +),  Klebsiella, Enterobacter, Streptococchi, Pseudomonas (Gram -), Bacteroidi (Gram -), Cloristridium (Gram -) Mycoplasma Haemofelis o Haemobartonella felis(Gram -). Tra essi i Gram negativi sono i più ricorrenti.

Come valutare e scoprire le cause della diarrea

In genere per comprendere le cause della comparsa di diarrea nel gattino, si procede valutando il suo stato generale di salute, altri sintomi concomitanti e altri fattori esterni. Per una valutazione accurata delle cause è importante raccogliere e analizzare più dati possibili relativi al gattino: 

  • età (il più precisa possibile, se hai dubbi sull’età del tuo gattino consulta questo articolo)
  • da quanti giorni è con te il gattino e dove vive ora (gattile/casa privata/stallo con presenza di altri gatti/animali; stato di salute o eventuale fase di quarantena di altri soggetti presenti…)
  • dove è stato recuperato/in che ambiente è nato (se è stato recuperato da meno di 4 settimane): valutare le condizioni igienico/sanitarie di quel luogo e la presenza concomitante di: 1)soggetti vaccinati e sottoposti a controlli regolari 2)soggetti apparentemente sani, ma non controllati 3)soggetti con patologie evidenti. 4) presenza di soggetti che vivono solo indoor o che possano accedere all’aperto.
  • che alimentazione stai somministrando (tipo di latte, eventuali cambi di latte, diluizione del latte, tipo di cibo umido/cambio cibo umido/età di introduzione del cibo umido)
  • momento in cui sono insorti i sintomi, frequenza, tipologia
  • concomitanza di altri sintomi e quando sono insorti (febbre, vomito, letargia, inappetenza ecc.)
  • eventuali farmaci che sta già assumendo il gattino
  • stato vaccinale del gattino e della madre (se conosciuto).

A seconda dei casi si procederà con:

  • test per la ricerca di parvovirus, giardia, coronavirus;
  • esame coprologico per ricerca dei parassiti intestinali (coccidi, vermi tondi e piatti, toxoplasmosi)
  • analisi batteriologiche

Come spiego in questo articolo, infatti, i gattini possono nascere già infettati da alcuni parassiti. I coccidi, ad esempio, in concomitanza con l’inizio dello svezzamento e quindi del cambiamento di cibo, causano molto spesso la diarrea nei gattini andando inoltre ad aggravare concomitanti infezioni di origine batterica e virale.

Problemi di diagnosi

Purtroppo, in alcuni casi gli esami potrebbero dare esiti negativi sebbene ci sia effettivamente un’infestazione da parassiti o un’infezione in corso, per tale motivo, se si ritiene opportuno, andranno ripetuti o, quantomeno, si dovrà essere cauti ad escludere completamente una patologia. Il mio ultimo caso, in tal senso, sono stati due gattini di 3 settimane sottoposti a test ELISA per Parvo e Giardia per ben tre volte e solo al terzo test sono risultati positivi ad entrambe le patologie (una settimana dopo dal primo test)!

I protozoi (i coccidi, ad esempio) hanno un'espulsione delle uova intermittente e per questo motivo talvolta gli esiti sono falsamente negativi: ti consiglio pertanto di raccogliere sempre le feci di 3 giorni consecutivi, tenendole nel frattempo in frigorifero e portandole ad analizzare al 3° giorno.

Le infezioni parassitarie spesso si sovrappongono a infezioni concomitanti, andando a complicare una già labile situazione intestinale, quindi valuta con il veterinario se sia necessaria una copertura antibiotica.

Le analisi batteriologiche, inoltre, non permettono di distinguere tra infezione e semplice colonizzazione dell’intestino del gattino, poichè batteri potenzialmente patogeni possono essere frequentemente isolati in gattini sani. Queste analisi possono comunque darci un aiuto per evidenziare una predominanza di una specie batterica o uno squilibrio intestinale. 

Come supportare un gattino in diarrea

Il gattino con diarrea va supportato efficacemente per evitare disidratazione, scompensi elettrolitici e morte. La terapia di supporto dev’essere concordata con il veterinario e in genere prevede:

  • fluidoterapia (sottocute o intravenosa nei casi più severi)
  • somministrazione di soluzione elettrolitica per via orale, quando possibile 
  • somministrazione di probiotici o fermenti lattici per gatti (lontano dai pasti e lontano dall’antibiotico) quali, ad esempio, Enteromicro, Florentero, Normalia
  • somministrazione di vitamine e minerali, ad esempio VMP pasta per gatti
  • integrazione con Carobin Pet (Ultra)
  • Se il gattino viene ancora allattato puoi sostituire l’acqua con la quale prepari il latte artificiale, con una soluzione elettrolitica orale
  • Se il gattino è in svezzamento, somministra un alimento terapeutico per gattini con disturbi gastrointestinali (Royal Canin Kitten Gastrointestinal, ad esempio). 

Riguardo all’integrazione con vitamine e minerali, ho trovato un interessante studio che ha preso in esame 1718 gattini ospitati in un rifugio per animali ed ha evidenziato come, sui 220 cuccioli con diarrea, indipendentemente dall’età e dalle cure di supporto e farmacologiche ricevute, i gattini ai quali erano state somministrate vitamine e minerali avevano 12.8 possibilità in più di sopravvivenza rispetto a chi non le aveva ricevute. Link per approfondire: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/30920335/ 

ATTENZIONE MASSIMA alla pulizia!

Durante la fase acuta di diarrea puoi trovare il gattino imbrattato di feci dalla testa alla coda e, in presenza di più fratelli, potresti trovarti in una condizione disastrosa, con i gattini che si sporcano l’uno con l’altro di continuo. 

Considerando che ogni gattino con diarrea va tenuto assolutamente pulito anche più volte al giorno, eliminando completamente gli escrementi che gli rimangono addosso, bisogna valutare caso per caso se sia opportuno eventualmente separare in fratelli in spazi diversi, al fine di evitare di impiegarci ore e ore per la normale routine di pulizia.

Ci tengo a precisare che le salviettine umidificate non sono la soluzione da utilizzare come unica risorsa, qualora il gattino abbia diarrea. Possono andare bene per un paio di volte al giorno, quando hai tempi più ristretti, ma un gattino con diarrea deve essere lavato (bidet o bagnetto) bene e delicatamente per rimuovere i residui acidi delle feci.

Come capire se stanno insorgendo problemi sulla pelle causati da pulizia inadeguata

Se lo sporco ristagna, inizialmente potrai notare una colorazione brunastra della pelle, che evolverà in incrostazioni più o meno sottili (come se la pelle si sfogliasse) di colore brunastro, inoltre compariranno tipicamente dei taglietti sulle zampe posteriori e via, via la situazione peggiorerà sempre di più, fino ad arrivare a vere e proprie ferite.

Questa sporcizia brunastra va tassativamente eliminata dalla pelle del gattino, seppur in modo molto delicato. Puoi aiutarti con una spugnetta levatrucco morbida, tenendo a bagno la zona da pulire, per ammorbidire lo sporco.

Un gattino in diarrea da più giorni può presentare un posteriore molto arrossato. Ho utilizzato varie tecniche in questi anni e, nei casi più irritati, ho trovato la soluzione con bagnetti (o bidet) a base di Aveeno disciolto in acqua, asciugatura delicata senza strofinare, con phon tiepido e polvere assorbente. La pasta di zinco tende a fare uno strato che difficilmente si riesce poi a togliere completamente con il bagnetto, lasciando intrappolate tracce di feci che nei giorni successivi complicano la situazione.

Questo è il mio personale consiglio, può essere che in certi casi sia meglio procedere lasciando con una pasta protettiva tipo Bepanthenol o zinco. Bisogna valutare le condizioni della zona posteriore.

Ecco cosa può accadere se non si lava bene il gattino

Per farti comprendere l’importanza di lavare bene un gattino con diarrea ti mostro le foto di questa micina, che aveva diarrea da giorni e non era mai stata lavata per paura che prendesse freddo durante il bagnetto: 

Era ustionata dalle feci acide: di lì a poco sarebbe morta di setticemia causata da sovrainfezioni batteriche proliferate sulla pelle, ci sono volute settimane per farla guarire completamente e mesi prima che le ricrescesse il pelo.

Spesso sento dire che non si fa il bagno ai gatti piccoli altrimenti muoiono perchè prendono freddo. Credo che nessuno di noi lascerebbe un bambino neonato con diarrea mezzo imbrattato per evitare che prenda freddo lavandolo! Si riscalda bene l'ambiente e si procede al bagnetto. Semplice ed efficace.

Igiene dell'ambiente e disinfezione

Bisogna osservare anche uno scrupoloso controllo dell’igiene dello spazio del gattino: lava frequentemente le copertine, pulisci e disinfetta il box o la stanza in cui vive, e la lettiera stessa andrebbe lavata con detergente e sciacquata ogni giorno con acqua a 100° finchè la diarrea non sarà scomparsa e/o gli esami saranno negativi.

Ricorda, come norma preventiva e come norma nel caso un gattino abbia la diarrea, che l’igiene ambientale è fondamentale per un gattino, tanto più se orfano: la pulizia e la disinfezione devono essere elementi imprescindibili, così come la riduzione, con ogni mezzo possibile, della possibilità che il gattino possa infettarsi da altri animali presenti nello stesso ambiente o che possa lui infettarli: nel caso di gattili, allevamenti e stalli affollati, le pratiche di gestione igienico sanitaria devono essere ferree per evitare contagi incrociati o, peggio ancora, delle vere e proprie stragi (pensiamo al Parvovirus). In questo articolo ti spiego come affrontare la pulizia e la disinfezione, mentre in questo articolo ti spiego come gestire efficacemente una quarantena, che, a mio parere, rappresenta un’arma potentissima in nostro possesso. 

Forse saprai quanto sia resistente e subdolo il Parvovirus, eppure ogni volta che ho ospitato gattini con la parvo, non ho mai contagiato nessuno degli altri mici che avevo in casa (nessuno era vaccinato): ho solo osservato rigidissime norme di quarantena, pulizia e disinfezione: questo per rassicurarti sul fatto che è possibile non fare stragi di contagi (seppur faticoso, lo ammetto), esattamente così come avviene nelle cliniche con reparto per animali infettivi.

Conclusioni

Talvolta le cause della diarrea sembrano essere incomprensibili e molti autori veterinari si approcciano dapprima escludendo le patologie più gravi, dopodiché procedendo ad una sverminazione e ad una copertura antibiotica efficace anche per i protozoi, infine, se nulla sembra dare beneficio, procedendo con approfondimenti sia sulla ricerca dei batteri patogeni, sia su altre cause. Se vuoi approfondire come trattare la diarrea, ritengo che questo articolo scientifico sia tra i più esaustivi anche per approcciarsi efficacemente ai casi più difficili: https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/B9780323226523000013 

chi sono

Sono Ilaria, sono cresciuta occupandomi di gatti e dal 2014 soccorro in particolare gattini neonati orfani o in difficoltà. Amo studiare tutto ciò che riguarda la loro crescita e i problemi che incontrano per sopravvivere. Sono Consulente in Relazione Felina e promuovo la conoscenza del complesso comportamento dei gatti. Questo blog nasce dal desiderio di racchiudere quante più informazioni possibili sul delicato e meraviglioso mondo dei gattini, per fare in modo che chiunque possa, a sua volta, salvare una vita nel migliore dei modi.

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