Salute dei gattini

MALEDETTI COCCIDI!

I coccidi intestinali sono protozoi molto pericolosi per il gattino:

  • causano danni ai tessuti dell'intestino e, di conseguenza, uno stato di forte deperimento che può portare alla morte
  • sono subdoli, perchè possono essere necessari più campioni di feci per riuscire a trovare le oocisti e, nel frattempo, senza adeguate cure, il gattino può debilitarsi in modo irreversibile.
  • si manifestano sintomi quali diarrea spesso in concomitanza con lo svezzamento

In questo articolo ti spiego come può infettarsi un gattino, come capire se i sintomi sono riconducibili ai coccidi, come puoi avere più successo per diagnosticarli, come curare il gattino e soprattutto, come evitare che si reinfesti nuovamente!

COME IL GATTINO SI INFETTA

Nei gattini, le infezioni da coccidi si manifestano durante la lattazione, tra la 3° e l’8° settimana di età. Spesso l’infezione si manifesta quando avviene il cambio di alimentazione (passaggio dal latte al cibo per lo svezzamento), il cambio di ambiente o altri fattori di stress.

In genere, il gattino si infetta ingerendo le oocisti direttamente dall’ambiente contaminato in cui vive. Le oocisti, infatti, possono sopravvivere fino a due anni nell’ambiente, soprattutto in caso di condizioni igieniche scarse, umidità o in luoghi con un sovraffollamento di ospiti idonei (ovvero i gattini). Le colonie feline che si formano in ambiente urbano o di campagna, i gattili, le situazioni di scarsa igiene sono fattori che mettono il micino a forte rischio di contagio.

I coccidi intestinali del gatto sono protozoi che si riproducono nelle cellule dell’intestino e le oocisti vengono espulse con le feci, diventando infettanti in 12-24 ore. Le oocisti, essendo molto resistenti nell’ambiente vengono poi ingerite da un altro gatto, ricominciando il ciclo biologico all’interno del suo intestino.

I coccidi sono specie-specifici e non infettano le persone.

Diversi animali, tra cui mosche, scarafaggi, roditori, polli, conigli, maiali o ruminanti, che abbiano ingerito oocisti mature, possono fungere da ospiti paratenici e il gatto può infettarsi attraverso l’ingestione degli insetti o di carne cruda o poco cotta degli animali sopra descritti. 

Dopo l’ingestione delle oocisti, la loro eliminazione con le feci inizia circa dopo 4-11 giorni dall’infezione (periodo di prepatenza) e continua per circa 5-10 giorni (periodo di patenza) e oltre.

L'aspetto dell'eliminazione delle oocisti attraverso le feci di un gattino infetto è da tenere particolarmente presente poichè può causare facilmente reinfestazione del gattino stesso ed infestazione dell'ambiente in cui vive, con contagio di altri gatti presenti e futuri, dal momento che, se non opportunamente inattivate, le oocisti resistono per mesi.

Ecco perchè, ancora una volta, la quarantena è la parola d'ordine quando si recupera un gattino! In questo articolo puoi imparare tutto per gestire efficacemente un periodo di isolamento.

SINTOMI

I sintomi sono:

  • diarrea talvolta giallastra, da poltacea ad acquosa, anche con presenza di muco e/o sangue
  • disidratazione e calo di peso, anoressia, anemia
  • vomito, dolori addominali
  • febbre
  • abbattimento
  • ritardo nella crescita
  • manto ruvido e opaco
  • distensione addominale.
  • i coccidi sono in grado di superare la barriera ematoencefalica, quindi possono arrivare al cervello e dare sintomi neurologici

Il gattino può presentare uno o più sintomi, che, se non adeguatamente e tempestivamente trattati, possono portarlo alla morte.

I cuccioli ad inizio svezzamento sono più colpiti dalla diarrea.

Spesso ci si trova dinnanzi a coccidiosi con coinfezioni virali, batteriche o di altri parassiti intestinali: c'è quindi una causa sottostante che permette ai coccidi di sopraffare.

Il quadro clinico deve tenere conto di questo, andando a valutare lo stato di salute e di immunocompromissione del gattino affetto da coccidi: ha altre infezioni in corso? E' in uno stato di debilitazione generale? In base a questo si procederà con il trattamento anche su più fronti, supportando il gattino in ogni singolo sintomo da lui manifestato, fino a guarigione.

La febbre normalmente non è presente, ma alcuni gattini possono avere un aumento della temperatura(anche in questo caso sarà necessario ricercare altre patologie concomitanti, escludendo ad esempio la Parvovirosi). Un mio gattino, Sofficino, ad esempio, aveva come unici sintomi febbre e abbattimento.

DIAGNOSI

Per diagnosticare i coccidi è necessario effettuare presso un ambulatorio, un esame delle feci per flottazione (preferibilmente con centrifugazione, per la più elevata sensibilità rispetto alla flottazione semplice).

L’esame evidenzierà la presenza di oocisti. Qualora l'esame fosse negativo e non venissero riscontrate oocisti, tuttavia, non è da escludere la coccidiosi, in quanto i sintomi possono già comparire nel periodo di prepatenza, quando ancora le oocisti non vengono espulse con le feci: tipicamente, infatti, la diarrea inizia qualche giorno prima dell’escrezione di oocisti.

Considera inoltre che l'espulsione delle oocisti avviene in modo intermittente: per una corretta diagnosi un unico campione può dare esito negativo pur in un gattino infetto. Ti consiglio quindi di raccogliere campioni fecali di 3 giorni consecutivi, raccogliendo una quantità pari ad una noce di feci ogni giorno e conservandole in un barattolino sterile in frigorifero, portando l’intero campione ad esaminare il 3° giorno.

I coccidi, moltiplicandosi nelle cellule intestinali, causano danni ai tessuti talvolta irreversibili prima della comparsa dei sintomi e della diarrea. Le lesioni all’intestino, alterando i processi di digestione e di assorbimento dei nutrienti, provocano di conseguenza disidratazione, forte calo di peso e mortalità.

TERAPIA

Il veterinario ti prescriverà la terapia farmacologica più adatta e nei casi di maggior gravità sarà necessario associare alla terapia antiparassitaria anche una terapia per compensare la disidratazione e gli squilibri elettrolitici.

Poichè durante il periodo di patenza vengono espulse con le feci un elevato numero di oocisti, in genere tutti gli animali conviventi con il gattino infetto devono essere trattati a loro volta, indipendentemente dall’esito dei loro esami delle feci. Questo è volto ad impedire una massiva contaminazione ambientale con successive reinfestazioni.

Per il gatto ci sono molecole off label (toltrazuril e diclazuril) che garantiscono un rapido miglioramento della sintomatologia e la riduzione repentina dell’escrezione di oocisti, da usare ad un’età minima di 2 settimane e peso corporeo superiore a 400 gr.

La somministrazione di sulfamidici fino a negativizzazione dell’esame feci è efficace per il controllo della diarrea,  ma non sempre riduce rapidamente l’escrezione delle oocisti

bibliografia:Donato Treversa, Luigi Venco (2021) Parassitologia Clinica del Cane e del Gatto - PVI)

DISINFEZIONE DELL’AMBIENTE

Le oocisti sono molto resistenti nell’ambiente, possono sopravvivere addirittura per 2 anni in condizioni favorevoli.

Se stai ospitando un gattino con coccidiosi ti suggerisco di essere molto scrupoloso. 

  • La prima regola, è  di sottoporre sempre un nuovo gattino ad un periodo di isolamento in quarantena. In questo modo la zona da pulire e disinfettare è limitata e più semplice da gestire. Leggi qui l'articolo dedicato.
  • Qualora tu non avessi isolato il gattino in precedenza alla diagnosi, isolalo ora, immediatamente. Una stanza piastrellata o un box lavabile sono le soluzioni migliori. 
  • Se il gattino ha avuto accesso ad altri locali, letti, divani, tappeti… sarebbe opportuno lavare tutto ciò che sia possibile almeno a 60°e utilizzare il vapore a 100° per la devitalizzare le oocisti, lasciando asciugare bene le superfici. 
  • Le feci vanno rimosse quanto più tempestivamente possibile, l’igiene dell’ambiente deve essere molto accurata, detergendo tutte le superfici con acqua e detergente, lasciando poi asciugare bene. Detersione=mezza disinfezione: leggi questo mio articolo, ti potrà aiutare.
  • Durante il periodo di trattamento io utilizzo lettiere lavabili e disinfettabili facilmente, talvolta anche monouso (vaschette di alluminio), disinfettando la vaschetta e cambiando interamente la sabbietta ogni giorno (utilizzo sabbietta economica durante le cure)
  • Utilizzo teli monouso che butto ogni giorno, e lavo le copertine ogni giorno almeno a 60° 
  • Per stimolare l'ambiente inserisco scatoloni-tana che butto ogni giorno (puoi reperirli facilmente!); uso ciotole in metallo/ceramica/plastica e giochini che lavo con acqua bollente, ogni giorno.
  • Utilizzo i guanti monouso per toccare il gattino, un indumento che indosso solo per andare nella sua stanza e i copriscarpe (o ciabatte in gomma da dedicare solo a quella stanza, che disinfetto ogni giorno con acqua bollente.
  • La disinfezione chimica è possibile tramite cresolo o ammoniaca al 10%, tuttavia, poichè i gas solubili come l’ammoniaca causano, a pochi minuti dall’esposizione, irritazioni alle vie aree, occhi, naso e gola, non utilizzare questo prodotto in presenza del gattino, risciacqua accuratamente le superfici trattate e arieggia a lungo la stanza se utilizzi l'ammoniaca per disinfettare pavimenti e pareti, prima di far rientrare il gattino. Se provi fastidio tu a rimanere in quell'ambiente, non sistemare nuovamente lì dentro il micino, finchè l'aria sarà agevolmente respirabile.
  • Durante le operazioni di pulizia, puoi sistemare momentaneamente il gattino in un trasportino, magari approfittando del momento del pasto, in modo che il micio non si senta imprigionato, associando il trasportino ad un fatto molto negativo. 
  • Il trasportino andrà poi disinfettato a sua volta, ogni giorno. 

I MIEI CONSIGLI

Durante la cura, il gattino andrà supportato con un’alimentazione specifica per disturbi intestinali, personalmente utilizzo una dieta specifica come Royal Canin Gastrointestinal Kitten e per aiutare a ripristinare la flora intestinale danneggiata, utilizzo fermenti lattici specifici per gatti e, se necessario, associo anche la somministrazione di Carobin Pet, che contiene tannini ad azione antidiarroica.

Controllo inoltre regolarmente il peso del gattino, aiutandolo con attenzione a nutrirsi adeguatamente qualora fosse in svezzamento. Alcuni gattini, infatti, soprattutto nei primi giorni di svezzamento, alternano pasti durante i quali mangiano normalmente, a pasti in cui sembrano dimenticarsi come si addenta il cibo, limitandosi a succhiarlo così come farebbero con il biberon e finendo, di fatto, per introdurre solo una limitatissima quantità di pappa. Se non presti molta attenzione, potresti non notare questo comportamento e pensare che abbia mangiato molto, poichè tipicamente il gattino si inzuppa tutto il muso di cibo, sparpagliandolo ovunque e rendendo difficile capire quanto ne abbia effettivamente ingerito. 

Per questo motivo, soprattutto in caso di un micio con parassitosi e/o diarrea, è fondamentale monitorarlo bene durante il pasto, guardare come si comporta, tenerlo pesato regolarmene ed eventualmente passare ad imboccarlo più volte al giorno fino ad una crescita costante di peso e ad una ripresa completa.

Ti raccomando di non tergiversare se il gattino sta male, alterna diarrea, presenta feci sospette, perde peso e risulta emaciato. Portalo immediatamente dal veterinario, procedi se necessario a più esami delle feci e ad una cura tempestiva. Con i coccidi non si scherza.

6 gattini di campagna infestati e sottopeso

I sei gattini che vedi in queste foto sono stati abbandonati da mamma gatta tra la legnaia di una casa in campagna quando avevano 22-24 giorni; la gatta si era disinteressata a loro, forse perchè stava tornando in calore. Erano selvatici, sporchi e arrivati da me tutti sottopeso, in particolare una femminuccia, Dolly, pesava solo 190 gr.

Avevano una diarrea irrefrenabile, molto liquida, maleodorante e dall’esame feci risultava un’infestazione massiva di coccidi. Curarli e tenerli puliti non è stato facile, anzi è stata un’impresa eroica. Nonostante le cure, dopo 20 giorni, dall'esame coprologico risultava ancora esserci l’infestazione in corso e le feci continuavano ad essere molto sciolte; c'era cacca ovunque, perdevano feci continuamente rendendo difficilissima la pulizia del loro spazio e degli stessi gattini. La piccola Dolly faticava a prendere peso, non mangiava da sola. Potete immaginare il senso di frustrazione che provavo ogni volta che mi avvicinavo al loro box.

Farmaci, fermenti lattici, Carobin, pesata ogni 24 ore, alimentazione attenta e accurata, idratazione, disinfezione scrupolosissima e alla fine, dopo ben più di un mese, ho finalmente visto le feci solidificarsi e l’esame feci diventare negativo! Durante questo intero mese di reclusione forzata, mi sono spesa a cambiare l’allestimento e i giochi del loro box più volte al giorno per dare loro comunque stimoli e divertimento, seppur in uno spazio di degenza. In questo articolo ti spiego come rendere interessante lo spazio per un gattino in isolamento.

Inoltre, era fondamentale la loro socializzazione: dovevano trascorrere molto tempo con persone diverse che lasciassero loro delle esperienze positive. Molte volontarie sono venute a fare loro compagnia, parlare con loro dolcemente e farli giocare. In pochissimi giorni avevano già fatto enormi progressi, diventando, nel corso di quel mese di cure, estremamente affettuosi e socievoli. E, una volta guariti, sono stati tutti adottati!

chi sono

Sono Ilaria, mi occupo da sempre di gatti e dal 2014 soccorro in particolare gattini neonati, orfani o abbandonati. Amo studiare tutto ciò che riguarda la loro crescita e i problemi che incontrano per sopravvivere. Sono Consulente in Relazione Felina e vorrei promuovere la giusta informazione sul complesso comportamento dei gatti. Questo blog nasce dal desiderio di racchiudere quante più informazioni possibili sul piccolo, delicato e meraviglioso mondo dei gattini, per fare in modo che chiunque possa, a sua volta, salvare una vita nel migliore dei modi.

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