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Fading Kitten Syndrome

FADING KITTEN SYNDROME – Il gattino sta morendo

Quando il gattino sta morendo, quando stai pensando che il gattino sta per morire... questa è la Fading Kitten Syndrome.

E’ una combinazione di sintomi che possono diventare fatali per i gattini molto giovani. Questa sindrome può colpire i gattini da subito dopo la nascita allo svezzamento (circa 4-5 settimane di vita). Secondo la World Small Animal Veterinary Association colpisce fino al  30% dei gattini. 

Non esiste nessun modo di prevenire questa sindrome e il tuo miglior alleato è il monitoraggio completo e continuo del tuo gattino. 

Non smetterò mai di ripeterlo: annotare scrupolosamente il peso giornaliero del micino, quanto mangia e gli orari delle poppate, i bisognini, ogni variazione osservata, la somministrazione di farmaci, le reazioni ecc. può far capire velocemente che qualcosa non stia procedendo normalmente.

Le cause della Fading Kitten Syndrome

La FKS può avere varie cause sottostanti e possono esserci più sintomi diversi. Il gattino appena nato sta morendo oppure il gattino sta male improvvisamente.

Nell’80% dei casi infatti, non si riesce ad arrivare ad una diagnosi, non si scopre mai cosa abbia veramente causato la sindrome e cosa faccia “sbiadire” un singolo gattino, mentre il resto della cucciolata cresce senza difficoltà.

Alcune delle cause possono essere: 

  • onfalite: i batteri risalgono il moncone del troncone ombelicale, infettando il gattino
  • altre infezioni batteriche o virali
  • parassitosi 
  • problemi durante il parto
  • problemi genetici che permettono la sopravvivenza in utero, ma, dopo la nascita, si manifestano in modo grave (ad esempio problemi cardiaci)
  • malformazioni
  • trauma
  • basso peso alla nascita
  • isoeritrolisi neonatale, condizione che si verifica quando mamma gatta e gattino hanno due gruppi sanguigni  incompatibili. Gli anticorpi del latte materno attaccano i globuli rossi del neonato, il quale, in pochi giorni o settimane deperirà fino a morire.

ATTENZIONE: non confondere questa sindrome con le coliche. In caso di coliche, tipicamente il problema maggiore è dato dal tipo di latte utilizzato, dal modo di succhiare del gattino, se vengono o meno eseguiti i massaggini al pancino ecc. In questo articolo ti spiego come si riconosce e gestisce una colica.

I sintomi della Fading Kitten Syndrome

La FKS può sopraggiungere in modo subdolo, con i primi sintomi che possono sfuggire ad un occhio disattento. Ecco perchè il monitoraggio del gattino è così importante! 

I primi segni che dovrebbero metterti in allerta possono essere:

- una mancanza di aumento di peso adeguata: il gattino deve incrementare almeno di 10 gr al giorno

- gattino trascurato o messo da parte da mamma gatta o escluso dal’interazione con i fratellini

A tutti i gattini che presentano uno o più dei sintomi descritti di seguito deve essere fornita immediata assistenza nelle prime fasi della sindrome, per dar loro le migliori possibilità di sopravvivenza.   

  • letargia e debolezza
  • perdita o riduzione dell’appetito (non vuole mangiare o mangia meno)
  • non miagola e non reagisce 
  • oppure, al contrario, pianto continuo senza apparente motivo o dolore
  • pelo opaco
  • disidratazione (clicca qui per capire se è disidratato)
  • respiro a bocca aperta o fame d’aria
  • anemia emolitica
  • le due conseguenze più comuni nella FKS sono l’ipotermia, l’ipoglicemia e la disidratazione.

La morte per Fading Kitten Syndrome arriva velocemente: il gattino smette di mangiare, di conseguenza può perdere coscienza, disidratarsi gravemente, andare in ipotermia e collassare.

La velocità di intervento ai primi sintomi è la chiave di maggior successo

E’ molto più semplice ristabilire un gattino debole che ristabilire un gattino incosciente.

La tempestività delle cure quindi è fondamentale: è impensabile dire “vediamo domani mattina come sta” o “oggi non ho tempo per seguirlo, domani lo porterò dal veterinario”.

Non è necessario sapere immediatamente la causa dei sintomi: prima di tutto bisogna aiutare il gattino a non tracollare; nel frattempo, puoi contattare il veterinario o una clinica, dove lavorino medici esperti di gattini neonati.

Il Protocollo Parker per combattere la Fading Kitten Syndrome

Il protocollo Parker è un protocollo specifico per aiutare un gattino con FKS. Non può salvare la vita ad un gattino gravemente ammalato, ferito o malformato, però ha un alto tasso di successo in gattini con problemi di malnutrizione, ipotermia, ipoglicemia, disidratazione da diarrea e/o vomito. 

IMPORTANTE: NON ALIMENTARE MAI UN GATTINO FREDDO E/O NON REATTIVO O INCOSCIENTE. 

Il gattino deve avere le orecchie calde prima di essere alimentato ed essere cosciente.

La somministrazione di fluidi caldi sottocutanei e di glucosio o miele dovrebbero essere la tua prima scelta per aiutare un gattino con Fading Kitten Syndrome (FKS)

Se si sospetta un’infezione batterica e gli antibiotici sono un’opzione, è opportuno iniziare il farmaco immediatamente prima del protocollo, qualora si tratti di un farmaco iniettabile. Se il gattino è incosciente ovviamente non proporre antibiotico liquido.

In caso di emergenza, tuttavia, non aspettare e avvia immediatamente il Protocollo Parker.

Cosa ti occorre per avviare il Protocollo Parker

  • Elettroliti liquidi (Pedialyte oppure Pereid di Humana, quest’ultimo reperibile facilmente in farmacia) oppure equivalenti in polvere. Puoi dare per bocca anche la soluzione elettrolitica che viene venduta per infusione.
  • Soluzione fisiologica sodio cloruro 0.9
  • Siringhe da 1 m, 5 ml, 10 ml 
  • Aghi a farfalla sottili 
  • Sciroppo di glucosio o miele, in mancanza di questi, zucchero semplice
  • Fonte di calore (termoforo, borsa o bottiglia con acqua calda, oppure in emergenza prepara un calzino riempito di riso scaldato in microonde per 35/45 secondi)
  • Copertine calde e morbide
  • Timer

FASE 1: DA FARE SUBITO

SOMMINISTRA SUBITO UNA PUNTA DI GLUCOSIO O MIELE IN BOCCA ma non in gola, piuttosto sotto alla lingua o sulle gengive del gattino

FASE 2: IDRATAZIONE

Un gattino in FKS beneficerà di fluidi sottocutanei. Inizia con 1 ml/ogni 75 gr di peso di soluzione fisiologica sodio cloruro 0.9 ogni 4-6 ore. Osserva in quanto tempo viene riassorbita. Se viene riassorbita rapidamente, ripeti la somministrazione dopo 2 ore. 

Dopodichè prosegui somministrando 1 ml ogni 75 gr di peso ogni 6 ore.

I fluidi vanno riscaldati prima di essere somministrati, così come riscalderesti il latte prima di alimentare il gattino. La temperatura corretta è quindi quella corporea.

Non effettuare mai idratazione sottocutanea se non ne sei capace e se non ti è stato correttamente insegnato in precedenza. In questo articolo ti spiego la disidratazione e la procedura per reidratare.

FASE 3: RISCALDA IL GATTINO

Se il gattino è ipotermico e molto freddo, procedi con il protocollo per l’ipotermia, qui trovi tutte le informazioni per procedere.

Se il gattino è lievemente ipotermico, aiutalo fasciando il gattino affinchè non disperda calore: avvolgilo così come fasceresti un bambino. Lascia fuori solo il musino: le orecchie vanno coperte e anche la testa. Avvolgilo come fosse un burrito e posiziona il gattino dentro ad un contenitore adatto a contenerlo e non troppo grande, in modo che stia vicino alla fonte di calore.

Attenzione: un gattino letargico o incosciente non è in grado di spostarsi se avesse troppo caldo, quindi fai costantemente attenzione alla sua temperatura, assicurandoti che ci siano degli strati di coperta/panni tra il micio e la fonte di calore e che questa non sia nè troppo calda da surriscaldarlo, ne’ così tiepida da farlo raffreddare.

Il gattino va adagiato su un fianco o a pancia in giù per evitare il rischio di aspirazione nei polmoni. In caso ad esempio di vomito o rigurgito può subentrare una polmonite ab ingestis.

Non liberare il gattino dalla sua fasciatura fintanto che non sarà abbastanza reattivo da volerne uscire da solo. A quel punto potrai allentare la sua fasciatura, ma dovrai mantenerlo coperto.

FASE 4: COMBATTI L'IPOGLICEMIA

Se il gattino non è cosciente non puoi somministrare liquidi perchè rischieresti che venissero aspirati nei polmoni. 

L’ideale in questo caso sarebbero il miele o lo sciroppo di glucosio, in piccola quantità (1 goccia per gattini neonati, 2 gocce a due settimane, 3 gocce a tre settimane…).

In alternativa, ma come ultima scelta, usa una soluzione di acqua e zucchero nella proporzione di un cucchiaio disciolto in 3 cucchiai d’acqua: devi però prestare la massima attenzione e mettere in bocca al gattino una goccia alla volta (puoi usare anche il dito per far scivolare la goccia).

T​​ieni il gattino a pancia in giù, afferra delicatamente ma in modo fermo la sua testa tra le tue mani e somministra piano la quantità di prodotto, entrando nella parte laterale della bocca.

SE IL GATTINO E' INCOSCIENTE

Somministra oralmente OGNI 3 MINUTI il miele/zucchero/soluzione glucosio fintanto che il gattino sarà nuovamente cosciente. 

La dose iniziale è di 0.05 ml ogni 100 gr di peso (1 goccia)

La tempistica è fondamentale. Imposta il timer. Ogni 5 o 10 minuti non avrà lo stesso successo, devi somministrare la fonte di glucosio tassativamente ogni 3 minuti finchè il gattino tornerà alla normalità.

SE IL GATTINO E' IN STATO VIGILE

Quando il gattino tornerà ad essere cosciente e attento (possono volerci alcune ore) puoi iniziare a somministrare del cibo, alternativamente al glucosio.

Prepara il latte artificiale (attenzione alla marca che usi, clicca qui per l'articolo per sapere che tipi di latte consiglio) ricostruendolo con la soluzione elettrolitica invece che con acqua normale. 

Inizia ad allungare i minuti tra una somministrazione e l’altra, seguendo questo schema e alterna la somministrazione di solo glucosio/miele/zucchero con la somministrazione di latte artificiale (1 volta solo glucosio, 1 volta solo latte artificiale):

0.1 ml ogni  100 gr di peso del gattino ogni 4 minuti

Dopo 16 minuti

0.15 ml ogni 100 gr di peso ogni 5 minuti

Dopo 15 minuti

0.2 ml ogni 100 gr di peso ogni 6 minuti

Dopo 18 minuti

0.25 ml ogni 100 gr di peso ogni 7 minuti

somministra ora solo il cibo

Prepara ora mezza tazza di latte artificiale ricostruito con soluzione elettrolitica e aggiungendo un cucchiaino di miele o di sciroppo di glucosio o di zucchero. Mescola e somministra solo il cibo, preparato in questo modo, secondo questo schema:

Dopo 21 minuti 

0.25 ml ogni 100 gr di peso ogni 8 minuti

Dopo 24 minuti

0.25 ml ogni 100 gr di peso ogni 9 minuti

Dopo 27 minuti 

0.25 ml ogni 100 gr di peso ogni 10 min

Dopo 30 minuti

0.4 ml ogni 100 gr di peso ogni 15 minuti

Dopo 45 minuti

0.5 ml ogni 100 gr di peso ogni 20 minuti

Dopo 1 ora 

0.5 ml ogni 100 gr di peso ogni 24 minuti e continua con questo ritmo, finchè il gattino sarà tornato alla normalità (vigile, attento, si muove da solo). Puoi tornare al normale intervallo tra le poppate, in base alla sua età e al suo peso, (clicca qui e trovi lo schema di quanto latte dare al gattino) continuando a preparare il latte artificiale con la soluzione elettrolitica al posto dell’acqua normale, soprattutto se il gattino ha la diarrea.

Il gattino si salverà?

Questo protocollo non è garanzia di salvare la vita ad un gattino collassato, poichè spesso la FKS è un vero mistero, tuttavia, se il gattino sta morendo, il beneficio di tentare questa procedura supera indubbiamente il rischio di non fare nulla.

La mia esperienza con Fading Kitten Syndrome

Personalmente ho salvato la vita a diversi gattini, attivando questo protocollo che, ti ricordo, va seguito scrupolosamente soprattutto nei 3 minuti di intervallo che vengono indicati inizialmente. 

Molti dei miei gattini si sono incredibilmente salvati, nonostante io stessa fossi convinta che nulla li avrebbe riportati ad una condizione normale. Il primo caso e forse il più eclatante è avvenuto all’inizio della mia ancora inesperta “carriera”, con una gattina di 20 giorni che aveva avuto un collasso polmonare alle 2 di notte.

Mi ricordai di avere un file che spiegava il Protocollo Parker mentre, seduta sul pavimento del bagno, sfinita e demoralizzata, guardavo Summer e le altre tre sorelline che strillavano continuamente perchè erano tutte in uno stato di salute sconvolgente. Corsi ad aprire il file e iniziai, seppur senza speranze, a seguirlo. La coincidenza, all'epoca, era che quella sera mia mamma (infermiera) dormiva da me e aveva fatto lei le sottocutanee, che io all'epoca non avrei mai avuto il coraggio di fare. Con mia enorme incredulità, due ore e mezza dopo, la piccola Summer era praticamente resuscitata e voleva poppare di nuovo il biberon. 

Avrei molti, molti altri esempi da fare, ma mi limito a dirti che questo protocollo può fare la differenza tra la vita e la morte, superando talvolta ogni più rosea aspettativa.

Non sempre un gattino può uscire dalla FKS, ma ora hai gli strumenti per tentare anche questa possibilità per salvarlo.

Chi sono

 

Sono Ilaria, dal 2014 mi occupo di gattini neonati e in crescita. Non ho mai creduto nelle frasi quali “la natura deve fare il suo corso” o “senza mamma non ha speranze”.

C’è quasi una rassegnazione al fatto che una parte dei gattini neonati sia destinata a non sopravvivere.

Sono una Consulente certificata in comportamento felino e una studiosa appassionata di gattini, con una ampia esperienza in merito. Ho creato il primo e unico portale in Italia dedicato al mondo dei gattini in crescita, dove ho raccolto informazioni utili che possono aiutare a ridurre i tassi di mortalità dei gattini e consigli pratici per chi li accudisce. Non sono un medico veterinario, al quale ti consiglio di rivolgerti per ogni problematica del tuo gattino.

 

DISCLAIMER:

Ogni articolo è puramente informativo, non sono un medico veterinario e non ho la facoltà di prescrivere trattamenti veterinari, né realizzare alcun tipo di diagnosi.

In nessun caso le informazioni racchiuse in questo blog informazioni possono costituire indicazione di un trattamento possibile o la prescrizione di un trattamento medico oppure sostituire la visita e/o il rapporto diretto con un veterinario. Prima della somministrazione di qualsiasi farmaco o in presenza di qualsiasi tipo di malessere invito il lettore a contattare prontamente il veterinario.

Eventuali decisioni prese dal lettore sulla base delle informazioni riportate in questo blog, sono assunte in piena autonomia decisionale e a proprio rischio. Qualora il gatto stia male, invito sempre a contattare immediatamente il veterinario.

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