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SOS IPOGLICEMIA NEL GATTINO

L’ipoglicemia nel gattino è una condizione che si avvera quando i livelli di glucosio nel sangue si abbassano sotto ad una soglia fisiologica. 

I gattini vanno facilmente incontro a questa condizione poichè non hanno riserve di glucosio. In caso di digiuno, questo parametro scende rapidamente, fino a portare il gattino in ipoglicemia. 

Una crisi ipoglicemica può manifestarsi dopo poche ore di digiuno, in un gattino molto giovane. Un gattino deve mangiare a sazietà ogni due o tre ore.

La diminuzione di glucosio nel sangue causa via via sintomi sempre più pronunciati, fino ad arrivare all’ipoglicemia grave, che lo mette a rischio di morte.

Se hai trovato un gattino in ipoglicemia o se è subentrata, è necessario un rapido intervento per salvargli la vita. 

NOTA: AD UN GATTINO NEONATO O DI POCHE SETTIMANE, APPENA RECUPERATO PERCHE’ RIMASTO ORFANO O ABBANDONATO, ANDREBBE SUBITO SOMMINISTRATA 1 goccia di miele sotto alla lingua.

In attesa di sistemarlo e rifocillarlo adeguatamente, il miele scongiura il rischio che nel frattempo vada in ipoglicemia. 

I sintomi dell'ipoglicemia nel gattino

Il sintomo più tipico è uno stato letargico con il gattino che non risponde agli stimoli. Non ha reazioni, non vuole mangiare, appare molto abbattuto e inerme, talvolta con la testa che, se sollevata, ricade a peso morto.

Le gengive sono pallide, sbiancate e non rosate, come da condizioni normali.

Nei casi più severi il gattino può avere anche tremori muscolari e convulsioni. Per fare un esempio facilmente intuibile è quasi come se avesse una crisi epilettica.

Come intervenire

Se il gattino sta avendo una crisi ipoglicemica, non c’è un minuto da perdere, tantomeno un’intera nottata in attesa che riapra l’ambulatorio veterinario. 

Sicuramente hai in casa ciò che serve per aiutare il gattino a combattere l’ipoglicemia.

IMPORTANTE: in questa fase non devi assolutamente forzare il micino a mangiare. Infatti potrebbe andargli di traverso il latte o il cibo con il rischio di farlo morire di soffocamento o di fargli venire una polmonite ab ingestis.

COSA OCCORRE:

Sciroppo di glucosio oppure miele oppure, come ultima scelta, acqua e zucchero.

Somministra sulla lingua o sotto alla lingua o sul palato, una goccia di miele ogni 100 gr di peso oppure 0,05 ml di di sciroppo di glucosio (mezza tacca di una siringa da 1 ml, ovvero una quantità molto piccola).

Il glucosio e il miele vengono immediatamente assimilati dall’organismo del gattino. Bisogna però continuare a somministrare questa esigua quantità OGNI 3 MINUTI finchè il gattino non ritornerà ad uno stato vigile e attento. 

Se hai a disposizione solo acqua e zucchero e il gattino è cosciente, prepara una soluzione conposta da 3 cucchiai di acqua e 1 cucchiaio di zucchero, mescola e somministra al gattino tenendolo a pancia in giù e sollevandogli la testa formando un angolo a 45°.

Puoi utilizzare 0,05 ml di questa soluzione, somministrandola con una siringa senza ago molto molto delicatamente e attendendo che il gattino deglutisca, oppure facendola scivolare piano dal lato della bocca con un cucchiaino.

Se non deglutisce, prendi con un polpastrello del tuo dito alcuni granelli di zucchero e strofinali sotto alla lingua o sulle gengive.

La tempistica è sempre ogni 3 minuti, imposta un timer!

Se la causa è l’ipoglicemia di media/lieve entità, vedrai un miglioramento in circa 20 minuti. In caso contrario continua seguendo il Protocollo Parker che ho descritto in questo articolo.

Una volta che il gattino si è ripreso, non va subito ingolfato con una poppata completa di cibo. Bisogna procedere con un po’ di gradualità, così come spiegato nel Protocollo Parker.

Può essere che il gattino sia, oltre che ipoglicemico anche così freddo da essere in ipotermia oppure disidratato. Clicca sugli articoli e impara a salvargli la vita.

Prevenire una ricaduta di ipoglicemia nel gattino

Bisogna prima di tutto capire cosa abbia causato un abbassamento della glicemia. 

Se il gattino è stato appena recuperato, in genere, era a digiuno da ore e quindi questo stato ne è, purtroppo, una conseguenza normale.

Diversamente, se il gattino era accudito regolarmente da una persona, magari già da alcuni giorni, vanno indagate le possibili cause scatenanti.

Frequenza dei pasti troppo scarsa? Controlla la tabella di peso ed età ed eventualmente aumenta la frequenza dei pasti

Quantità di cibo insufficiente? Può capitare se non lasci che il gattino si alimenti a sazietà. Devi lasciare che sia lui a staccarsi dal biberon spontaneamente. Ripropi il latte dopo alcuni minuti (e dopo il ruttino) per vedere se ha ancora fame. In genere i gattini mangiano una poppata intera in 2-4 riprese. Talvolta la poppata si tramuta in una specie di lotta tra gattino e biberon, che rende impossibile una nutrizione adeguata. Rivedi in questo caso come allattare correttamente il gattino. 

Tipo di latte di scarso valore? Il latte di capra parzialmente scremato è troppo scarno di elementi nutritivi per il gattino, ad esempio. Alcune persone utilizzano marche di latte di pessima qualità oppure si cimentano in ricette casalinghe, o usano latte di mucca allungato con acqua ecc. Massima attenzione quindi al tipo di latte: per essere sicuro di non sbagliare leggi questo articolo.

Stato di salute del gattino precario che lo porta a mangiare in modo insufficiente? è molto intasato e fatica a mangiare?ha delle patologie? ha la diarrea? è molto debole e fa poppate scarse? Valuta se sia necessario alimentarlo con il sondino gastrico ed eventualmente dargli un sostegno momentaneo con idratazione sottocutanea.

Se la situazione è grave

Il gattino giovane è fortemente a rischio di ritrovarsi in ipoglicemia e di questo devi tenerne conto costantemente. Talvolta il tracollo è multiplo, con ipoglicemia, ipotermia e disidratazione. In questo caso si manifesta la Fading Kitten Syndrome e, se ti occupi spesso di gattini, ti consiglio di essere pronto ad attivare il Protocollo Parker e tentare di salvargli la vita. 

Chi sono

 

Sono Ilaria, dal 2014 mi occupo di gattini neonati e in crescita. Non ho mai creduto nelle frasi quali “la natura deve fare il suo corso” o “senza mamma non ha speranze”.

C’è quasi una rassegnazione al fatto che una parte dei gattini neonati sia destinata a non sopravvivere.

Sono una Consulente certificata in comportamento felino e una studiosa appassionata di gattini, con una ampia esperienza in merito. Ho creato il primo e unico portale in Italia dedicato al mondo dei gattini in crescita, dove ho raccolto informazioni utili che possono aiutare a ridurre i tassi di mortalità dei gattini e consigli pratici per chi li accudisce. Non sono un medico veterinario, al quale ti consiglio di rivolgerti per ogni problematica del tuo gattino.

 

DISCLAIMER:

Ogni articolo è puramente informativo, non sono un medico veterinario e non ho la facoltà di prescrivere trattamenti veterinari, né realizzare alcun tipo di diagnosi.

In nessun caso le informazioni racchiuse in questo blog informazioni possono costituire indicazione di un trattamento possibile o la prescrizione di un trattamento medico oppure sostituire la visita e/o il rapporto diretto con un veterinario. Prima della somministrazione di qualsiasi farmaco o in presenza di qualsiasi tipo di malessere invito il lettore a contattare prontamente il veterinario.

Eventuali decisioni prese dal lettore sulla base delle informazioni riportate in questo blog, sono assunte in piena autonomia decisionale e a proprio rischio. Qualora il gatto stia male, invito sempre a contattare immediatamente il veterinario.

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