Salute dei gattini

SOS IPOTERMIA – IL GATTINO E’ FREDDO

L’ipotermia è un’emergenza veterinaria e va affrontata immediatamente e in modo risoluto, per cercare di evitare la morte del gattino!

Il gattino neonato non ha la capacità di termoregolarsi in modo autonomo fino a circa 4 settimane di vita.

Mamma gatta provvede a tenere caldi  i suoi gattini, attraverso il calore del suo corpo, ovvero rimanendo accanto a loro quasi costantemente nei primi giorni di vita e poi, in modo graduale, allontanandosi di più nelle settimane successive. 

Quando la gatta si discosta, i gattini restano uniti gli uni agli altri per evitare la dispersione del calore.

In assenza di mamma gatta o in presenza di una gatta non particolarmente attenta e materna, il gattino si raffredda velocemente e può entrare in ipotermia, anche con una temperatura ambientale mite e anche in piena estate.

L’ipotermia è un abbassamento della temperatura corporea al di sotto dei livelli fisiologici.

Quando una persona trova un gattino (o una cucciolata) orfano o abbandonato, nella maggior parte dei casi, il gattino è già ipotermico. Spesso il gattino ritrovato è anche bagnato o umido, condizione che peggiora ulteriormente l’ipotermia.

UN ERRORE FATALE: NON DEVI DARGLI DA MANGIARE!

La prima preoccupazione della persona che ritrova un gattino, solitamente, è dargli da mangiare. ERRORE! Un gattino ipotermico non va MAI alimentato: prima è necessario ristabilire la sua temperatura. Alimentandolo subito c'è un altro rischio di aspirazione di latte nei polmoni e nei bronchi ed enterite necrotizzante dovuta all'ileo paralitico da ipotermia. Vediamo quindi come procedere, nel dettaglio.

Valori di temperatura fisiologici

  • I gattini hanno una temperatura rettale costantemente bassa, nelle prime 3 settimane di vita, con valori compresi tra 36 e 38°C  

1° giorno dopo la nascita: 32-36°C

2° giorno dopo la nascita: 35 - 36.5°C

1 settimana: 35.5 - 37.2°C

2 settimane: 36 -38°C

  • La temperatura aumenta in modo progressivo dalle 4 alle 6 settimane di vita
  • Dalle 7 settimane in poi la temperatura si assesta al livello finale di 38,4°C con variazioni di +/- 0,3°C

Sintomi

  • La temperatura rettale è al di sotto dei 37/37,7° C 

35,5 - 37,7 IPOTERMIA LIEVE

< 32°C IPOTERMIA GRAVE

  • il gattino è letargico, freddo al tatto, isolato, dà scarse o nulle risposte agli stimoli esterni: le funzioni vitali rallentano, si abbassano le pulsazioni, si riduce la frequenza respiratoria, il gattino si muove meno
  • spesso scompare il riflesso di suzione e di deglutizione
  • può esserci dolore addominale, poichè una temperatura al di sotto dei 35-33° C può provocare un ileo paralitico 
  • sotto i 32°C le funzioni vitali sono ridottissime e iniziano a insorgere i danni da vasocostrizione e da ipoperfusione, ovvero da apporto inadeguato di sangue ad organi ed estremità del corpo.

Se non hai un termometro per misurare la temperatura rettale del gattino, ti renderai conto che è ipotermico perchè al tatto è freddo/molto freddo; in particolare si raffreddano in primis  la punta delle orecchie, l’estremità della coda e delle zampe, la zona delle ascelle.

Come affrontare l'ipotermia del gattino

  • RACCOGLI IL GATTINO Un gattino trovato in ipotermia va immediatamente raccolto, avvolto in un panno e portato in un luogo caldo, in cui sia possibile ristabilire la sua temperatura corporea. Durante il tragitto va bene disporlo accanto ad una qualunque, anche fortuita, fonte di calore, facendo attenzione a non scottarlo.
  • RISTABILISCI LA SUA TEMPERATURA si può procedere o con bagnetto o con il phon:

BAGNO IN ACQUA CALDA il sistema più immediato ed efficace è effettuare un bagnetto, immergendo il gattino in acqua a 38°C (facendo massima attenzione alla temperatura, sia che non scotti, sia che non si raffreddi di lì a poco), per alcuni minuti, finchè la temperatura è risalita. Potresti trovarti in difficoltà a padroneggiare questa tecnica, se non hai un minimo di dimestichezza con i gattini neonati, rischiando di farlo raffreddare ancora di più prima e durante l’asciugatura o il bagnetto stesso, quindi se non ti senti a tuo agio, scegli il metodo del phon.

Il gattino va immerso lentamente in acqua, tenendo ben fuori la testa, e mantenendolo in una posizione naturale, in modo che, se dovesse avere un rigurgito, non rischi di aspirarlo. Non va mai tenuto a pancia in su. Ovviamente dopo il bagnetto andrà perfettamente asciugato e adagiato vicino ad una fonte di calore, monitorando la sua temperatura in modo costante per le successive ore.

Tieni il gattino a bagno, a pancia in giù

PHON O TERMOVENTILATORE sistema efficace. Puoi avvolgere il gattino in un telo/asciugamano, lasciando fuori il muso e il nasino. Delicatamente fai entrare da una parte il getto dell’aria facendo la massima attenzione alla temperatura e alla direzione del getto in modo da non rischiare mai di scottare la pelle il gattino. Tieni una mano vicina al corpo del gattino per controllare che non venga surriscaldato. Nel frattempo, per riscaldare la zona addominale, posiziona sotto al gattino una termocoperta o una bottiglia di acqua calda, avvolta in un panno, facendo sempre molta attenzione alla temperatura, per evitare di scottarlo. 

Ti sconsiglio di creare un sistema di riscaldamento con il phon, inserendo il gattino direttamente in scatole o contenitori che non gli diano la possibilità di respirare aria fresca: l’ossigeno nell’aria calda diminuisce di concentrazione!  Ricorda inoltre che la parte della ventola del phon va lasciata sempre esposta per non causarne la fusione. Verifica ogni pochi minuti la temperatura del gattino. Interrompi quando sarà di nuovo ad una temperatura fisiologica.

La temperatura va rialzata in modo graduale: idealmente nell’arco di 20-30 minuti, il gattino va riportato ad una temperatura fisiologica. 

  • UNITAMENTE ALLE TECNICHE PER RISCALDARLO descritte sopra, un ulteriore aiuto è la somministrazione di fluidi caldi sottocute ed effettuare clisterini con acqua calda (37°) per aiutare l’intestino a riprendere la corretta temperatura. 

Un trattamento per l’ipotermia a livello ambulatoriale, oltre alle tecniche per riscaldarlo, può prevedere di porre il gattino in un’incubatrice, aiutandolo eventualmente con la somministrazione di ossigeno, monitorando eventuali aritmie cardiache. 

  • MASSAGGIO: Mentre lo riscaldi come ti ho spiegato, effettua in modo costante una riattivazione della circolazione sanguigna, frizionando il corpo del gattino con le dita, come a simulare le vigorose leccate che gli darebbe mamma gatta. 
  • MONITORA LA TEMPERATURA: Controlla la temperatura del gattino, con il termometro, ogni 5/10 minuti circa.

Se non hai un termometro per misurare la temperatura rettale del gattino, ti renderai conto che ha ripreso una corretta temperatura corporea quando lo sentirai caldo al tatto e sentirai che la punta delle sue orecchie non è fredda.

TAPPETINO RISCALDANTE/BORSA O BOTTIGLIA DI ACQUA CALDA sono sistemi utili a mantenere il gattino ad una corretta temperatura, ma non sono molto efficaci per l’emergenza di ipotermia. Andranno utilizzati una volta che il gattino è stato portato a temperatura fisiologica, momento in cui il gattino andrà costantemente tenuto in un contenitore con una fonte di calore presente, ma che non occupi l’intera superficie. Il contenitore dovrà essere per metà riscaldato dalla fonte di calore e per metà no, in modo che il gattino possa spostarsi secondo le sue necessità. 

ATTENZIONE: spesso sento bottiglie contenenti acqua appena tiepida e non vanno bene. L'acqua deve essere almeno oltre i 50°C e controllata spesso, perchè si raffredda in fretta, e la bottiglia va ben avvolta in un panno.

ATTENZIONE: il calore umano non basta. Tenersi il gattino infilato nel maglione non lo riscalda abbastanza, poichè la nostra temperatura è di circa 36.5°C mentre il gattino deve avere accanto una temperatura più alta per potersi scaldare a sufficienza.

LAMPADA A INFRAROSSI: tendenzialmente le linee guida per i neonati sconsigliano la lampada a infrarossi. Il gattino è esposto ad un facile rischio di disidratazione, che viene favorito da questo tipo di riscaldamento esterno. Se non disponi di altro, questo sistema è utile a mantenere la temperatura, ma solo dopo che, nel gattino ipotermico, essa sia stata rialzata con bagnetto o phon. La lampada a infrarossi (lampadina ideale 75 watt) andrebbe utilizzata con un costante controllo (ed eventuale modulazione) dell’umidità ambientale (60-65%), poichè può causare sia secchezza dell’aria che respirano e sia disidratazione ai gattini. Va posta sollevata ad almeno a 30 cm dal gattino e lasciando sempre un’area circostante dove possa allontanarsi dal calore.

Lascia sempre una via d'uscita dalla zona riscaldata

Dopo aver riportato la temperatura del gattino a valori fisiologici e sempre in modo controllato, lo dovrai lasciare in un nido con disponibile una fonte di calore. Due avvertenze:

  1. Non lasciare mai un gattino letargico e non pienamente cosciente appoggiato o accanto ad una fonte di calore senza un monitoraggio costante (che significa essere fisicamente presenti e toccarlo di continuo verificandone la temperatura rettale ogni tot. minuti): rischia di surriscaldarsi andando in shock termico.
  2. Lascia SEMPRE una parte del nido non riscaldata, come fosse un'uscita di emergenza per il gattino, qualora provasse troppo calore: il gattino non si può termoregolare, non può disperdere il calore in eccesso, ma può spostarsi (se normalmente reattivo) verso una zona più fresca, al bisogno. Questa zona deve essere abbastanza ampia da poter ospitare tutti i gattini della cucciolata.

Quando alimentarlo e come

Solo quando il gattino avrà ripreso una temperatura fisiologica (vedi temperature fisiologiche sopra riportate) potrai alimentarlo.

Come ti ho spiegato sopra, infatti, il gattino ipotermico, spesso, perde il riflesso di suzione e di deglutizione e ciò significa che, se proverai ad alimentarlo, gli potrebbe andare facilmente il latte nei polmoni, causandogli una polmonite ab ingestis.

Spesso un gattino ipotermico è anche ipoglicemico. Puoi consultare il mio articolo su come affrontare la situazione con un gattino in ipoglicemia. 

Se il gattino non avesse un corretto riflesso di suzione, deve essere alimentato con sondino orogastrico.

Quando il gattino torna ad una temperatura normale è fuori pericolo?

Purtroppo no, anzi… l’ipotermia espone il gattino ad un maggiore rischio di sviluppare patologie neonatali.

  • un gattino ipotermico è predisposto a infezioni batteriche e virali, polmonite
  • potrebbe sviluppare ileo paralitico, ovvero una paralisi transitoria della muscolatura dell’intestino che porta ad un accumulo di gas, distensione addominale, malessere. Questa situazione può degenerare in enterocolite necrotizzante (danno e morte delle cellule intestinali), una condizione che porterà il gattino alla morte, nei giorni successivi 
Addome con chiazze bluastre, indice di necrosi agli organi interni
  • La diminuzione del flusso sanguigno alle parti più periferiche del corpo può portare a necrosi della punta della coda, che si verificherà alcuni giorni dopo. Noterai che la punta della coda si seccherà man mano, fino a staccarsi. Fai attenzione che non si sviluppi un’infezione a livello del moncone.

Punta della coda in necrosi - l'ultimo tratto si staccherà in circa 1 settimana

Con l'ipotermia non si scherza

Come avrai compreso, l’ipotermia è un’emergenza gravissima che può portare il gattino alla morte, sia nelle ore immediatamente successive, sia nei giorni a seguire a causa delle sue complicanze. 

Per questo motivo, quando si trova un gattino, la prima e fondamentale cosa da fare è accertarsi che non sia freddo e metterlo subito accanto ad una adeguata fonte di calore costante. Un gattino può rimanere a digiuno alcune ore, ma non può rimanere freddo senza subire conseguenze drammatiche. 

chi sono

Sono Ilaria, mi occupo da sempre di gatti e dal 2014 soccorro in particolare gattini neonati, orfani o abbandonati. Amo studiare tutto ciò che riguarda la loro crescita e i problemi che incontrano per sopravvivere. Sono Consulente in Relazione Felina e vorrei promuovere la giusta informazione sul complesso comportamento dei gatti. Questo blog nasce dal desiderio di racchiudere quante più informazioni possibili sul piccolo, delicato e meraviglioso mondo dei gattini, per fare in modo che chiunque possa, a sua volta, salvare una vita nel migliore dei modi.

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