Sos: ho trovato un gattino

SOS primo soccorso per un gattino neonato

Se hai trovato un gattino neonato, come prima cosa devi capire se sia effettivamente un gattino abbandonato o orfano o se, semplicemente, quello sia il luogo in cui la sua mamma gatta lo ha lasciato, in attesa del suo ritorno. Considera che le gatte randagie scelgono i rifugi più impensati per i loro gattini ed è normale che spostino frequentemente la cucciolata. Durante queste operazioni di “trasloco” la gatta afferra per la collottola un gattino alla volta e procede allo spostamento.

Prima di intervenire, verifica

Prima di intervenire ti consiglio di attendere almeno 30-40 minuti, monitorando il gattino da distante, senza toccarlo, naturalmente se la temperatura esterna lo consente e quindi se fa caldo e se lui sembra tranquillo. Se invece noti che la gatta non si fa viva in questo lasso di tempo, oppure se il gattino piange insistentemente e si lamenta, se è freddo o bagnato... intervieni tempestivamente.

Purtroppo capita che la gatta venga investita o che lasci indietro uno dei suoi gattini durante lo spostamento o ancora, caso non così raro, improvvisamente si disinteressi della sua cucciolata.

Vediamo in 5 punti come procedere per questa emergenza.

1. Cerca di capire che età ha il gattino

Più è piccolo, più è necessario intervenire tempestivamente e metterlo al caldo. Se non sai come determinarne l’età, puoi consultare questo articolo.

In questo articolo ti spiego come mettere in salvo un gattino “piccolo” ovvero un neonato o comunque un gattino che non è in grado di mangiare da solo e che, generalmente pesa meno di 400-500 grammi.

2. Se è freddo scaldalo, se è bagnato asciugalo

Se è freddo, riscaldalo con un phon, o con un termoventilatore; se non sei in casa frizionalo in modo da scaldarlo con le tue mani e cerca di mettergli subito vicino una fonte di calore. Un gattino neonato può letteralmente morire di freddo, anche in estate. Il gattino deve essere riportato ad una temperatura di calore nell'arco di circa 30 minuti, non di colpo.

Ora faccio una piccola, doverosa, parentesi e ti racconto ciò che vivo direttamente quasi ogni giorno d’estate: una persona trova un gattino, magari neonato, magari freddo, magari bagnato... senza preoccuparsi minimamente di metterlo al sicuro e al caldo, impiega decine di minuti a fargli foto e condividerlo sui social. Tra commenti e condivisioni possono servire anche un’ora o due per rintracciare un’Associazione Animalista. Intanto il gattino resta lì. Magari ancora sotto alla siepe, freddo o bagnato.

3. Sistemalo al caldo

Se hai un trasportino, accertati che sia pulito, cerca un vecchio panno, che sia il più morbido possibile. Non mettere asciugamani vecchi e duri, non mettere semplici fogli di giornale... soprattutto se il gattino è piccolissimo, crea una specie di “nido” in cui sistemarlo, affiancato da una fonte di calore.

Se non hai un trasportino, procurati una bacinella con i bordi lisci e sufficientemente alti affinchè non possa uscire, in alternativa ripiega su uno scatolone.

4. Non cercare di dargli subito del latte da mangiare

Un gattino piccolo, se alimentato in modo scorretto, può soffocare o puoi provocargli una polmonite ab ingest se il latte gli va nei polmoni. Un gattino in polmonite muore dopo aver agonizzato per ore.

Non dare mai da mangiare a un gattino se è freddo (IPOTERMIA) o poco vitale (IPOGLICEMIA). Puoi portare un gattino alla morte se gli dai del latte mentre si trova in queste condizioni.

PRIMA DI DARGLI IL LATTE, verifica quindi due fattori:

  1. che il gattino non sia freddo (ipotermia) e in questo caso procedi a riscaldarlo come descritto sopra, al punto 2.
  2. che il gattino non sia in ipoglicemia (ovvero è in carenza di glucosio nel sangue)

Come capire se un gattino è in ipoglicemia

Quando avvicini la mano al musetto di un gattino neonato, normalmente lui reagisce dando dei colpetti con la testa e fa istintivamente ondeggiare il muso in cerca del capezzolo. Un gattino che non reagisce, che tiene la testa ciondolante è in stato di ipoglicemia. Gli va data una goccia di miele sotto alla lingua o 1 ml di acqua tiepido-calda con disciolto dello zucchero, in bocca, tramite una siriga senza ago o facendola scivolare con un cucchiaino. Bisogna continuare a intervalli, finchè il micio non riprenderà a muovere la testa come ti ho descritto sopra. 

In extremis, per coprire alcune ore di emergenza, puoi somministrare al gattino acqua tiepida e zucchero nella proporzione di 1 cucchiaino di zucchero ogni 150 ml di acqua, tiepida.

5. Cerca un’associazione animalista locale

Se puoi occuparti tu del gattino, chiedi di avere il supporto a distanza di una balia esperta, che possa consigliarti al bisogno. Se non puoi occupartene tu fai in modo di portarlo presso di loro, il prima possibile. Non dare al gattino nel frattempo latte vaccino o ricette casalighe. Se vuoi acquistare del latte, chiedi all’Associazione alla quale porterai il gattino di cosa ha bisogno.

6. Non cercare per lui una mamma gatta

So che può nascere l’idea che nessuno potrebbe occuparsi di quel gattino meglio di un’altra  MAMMA GATTA. Una gatta di diversa provenienza è la situazione meno opportuna, per 2 ragioni:

  • Se è lei stessa una randagia, non si sa che patologie potrebbe avere e trasmettere di conseguenza al cucciolo con l’allattamento.
  • di contro, il gattino che tu hai trovato potrebbe essere nella fase di incubazione di malattie gravissime e contagiare la mamma gatta ed altri fratellini... ne cito una per tutte, la parvovirosi, che causerebbe letteralmente una strage. 

chi sono

Sono Ilaria, dal 2014 soccorro gattini neonati orfani o abbandonati. Studio tutto ciò che riguarda la loro crescita e mi sto formando come consulente in relazione felina per curare con attenzione il loro sviluppo comportamentale. Questo blog vuole essere un piccolo spazio in cui racchiudere quante più informazioni possibili sul piccolo, delicato e meraviglioso mondo dei gattini.

Ultimi articoli